Storia MIXOLOGY Academy

Chi Siamo

La storia di come è nata la MIXOLOGY Academy

Come molte favole, anche questa inizia con un: “tanto tempo fa, c’era un ragazzo di appena 20 anni che non sapeva cosa fare da grande…”

Ero iscritto all’Università come la maggior parte dei miei coetanei, ma dopo pochi mesi avevo smesso di frequentare le lezioni: aule talmente strapiene di persone che era difficile trovare posto a sedere anche per terra, corsi differenti fatti negli stessi orari rendendo impossibile la partecipazione ad entrambi, professori che invece di distribuire sapere non facevano altro che leggere i libri di testo assegnati per gli esami – il più delle volte scritti da loro… Di mio non ero mai stato uno di quelli che andava volentieri a scuola e di certo l’ambiente universitario italiano non mi ha aiutato a cambiare abitudini.

Tuttavia, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata sentire i più grandi luminari della mia facoltà lamentarsi delle condizioni economiche precarie che attraversavano da una vita. Se loro erano il top in Italia nel loro settore, come se la passava un professionista “medio”? E quale sarebbe stato il destino di un neo-laureato come me..?

Mentre cercavo di capire cosa avrei dovuto fare del mio futuro, ecco che un amico di infanzia viene da me con una proposta di quelle che ti cambiano la vita: tentare la fortuna a Londra come barman durante la stagione estiva!

Non avevo alcuna esperienza nel campo, ma l’idea apparentemente folle ha catturato subito la mia attenzione! Così mi sono dato da fare con gli ultimi esami che mi mancavano per finire l’anno d’Università e mi sono avventurato nella city londinese con un ricettario di cocktail sotto braccio.

Partito con pochi soldi e ancora meno vestiti, ma un bagaglio pieno di entusiasmo, mi sono scontrato con una realtà molto più dura del previsto. Nel cadente ostello in cui alloggiavo c’erano ragazzi e ragazze che si erano trasferiti da ogni angolo del mondo e da mesi ancora non avevano trovato lavoro.

Le prime selezioni a cui ho partecipato non hanno fatto che confermare le difficoltà incontrate dai coinquilini più grandi e preparati di me. Erano bastati pochi giorni per capire che fare il barman a Londra più che un gioco sarebbe stata una specie di impresa…

Dopo circa 2 settimane trascorse mangiando pane e carne in scatola del discount per risparmiare le ultime sterline che avevo in tasca, all’improvviso mi ha chiamato un amico per propormi di imbucarmi al suo colloquio in un locale del centro.

Vestito con l’unica camicia decente a disposizione, sono letteralmente “volato” fino ad Oxford Circus. A quel punto, senza alcuna vergogna mi sono infiltrato nella coda per parlare con la responsabile del personale che si stava occupando delle selezioni.

Incredibilmente, grazie ad una buona parlantina – a proposito, grazie papà per avermi mandato a studiare inglese tutte le estati! – e ad un curriculum rigorosamente falso figlio della fame e della voglia di farcela, ho ottenuto il lavoro!

Superato il primo ostacolo, mi si presentava davanti un macigno: a parte qualche festa in casa con gli amici in cui mi ero improvvisato “barman”, non aveva mai lavorato in un cocktail bar..!

Per fortuna, o forse per miracolo, il locale che mi aveva appena assunto dava la possibilità di affrontare gratuitamente un corso di formazione interno. Così ho trascorso interi giorni tra allenamenti con le bottiglie riempite d’acqua per perfezionare le versate e lo studio maniacale delle ricette del menu, fino a che non mi hanno letteralmente gettato nella mischia durante l’Happy Hour del venerdì sera, uno dei momenti più caldi del weekend londinese.

Immagina di fare una cosa per la prima volta nella tua vita dietro ad un bancone circondato da 4 file di persone – per la cronaca già piuttosto ubriache – assetate di alcol che gridano e sbracciano come scimmie…

Dopo i primi minuti di panico e l’enorme mole di drink preparati, ho cominciato ad ambientarmi in quella giungla dal retrogusto di gin, finché quella che era iniziata come una tortura punitiva si è trasformata nella serata più divertente e gratificante che io ricordi. Da quel momento è iniziata una carriera nel mondo del bere miscelato che è andata avanti di pari passo con gli studi universitari.

Appena tornato in Italia da quell’esperienza estiva ho provato a lavorare come barman in alcuni noti locali della capitale, ma dopo poche serate al fianco di professionisti molto più navigati di me ho capito che per potermi affermare in quel ruolo avevo bisogno di crescere: dovevo diventare più rapido, preciso e imparare molte più tecniche di miscelazione rispetto a quelle che conoscevo già.

Mi serviva un sistema di lavoro diverso da quello che mi aveva permesso di sopravvivere per qualche mese a Londra, così mi sono specializzato frequentando altri corsi professionali e ho iniziato a studiare e ad allenarmi ogni giorno.

Sin dal primo corso in Italia mi sono reso conto di quanto fossi migliorato e da lì devo ammettere che il lavoro è cominciato ad arrivarmi a cascata!

Non mi potevo proprio lamentare!

Dopo circa 1 anno di esperienze mi è stato chiesto di fare da istruttore presso la prima scuola per barman romana in cui mi ero formato, la Flair on Fire, e ovviamente ho accettato con la felicità nel cuore. L’idea di poter trasmettere ad altri le cose che stavo imparando mi stimolava e mi faceva sentire orgoglioso del percorso intrapreso.

Il lavoro come barman e trainer, inoltre, ai tempi mi ha permesso di costruirmi una solidità economica e di circondarmi di colleghi estremamente validi.

Con uno di questi – per altro anche lui amico d’infanzia –, a soli 23 anni ho preso in gestione il primo locale in società.

Avevo già avuto un’esperienza imprenditoriale, per modo di dire, ma si trattava di un chiosco estivo all’interno di una struttura che funzionava per conto suo, quindi i rischi erano ridotti all’osso.

Quella, invece, era una cosa davvero grossa.

Il sogno di aprirsi un locale che cova segretamente il 99% dei barman per noi si era finalmente realizzato! Ce l’avevamo fatta!

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Stairs Club

Peccato che nessuno ci aveva mai raccontato l’altro lato della medaglia, quello veramente brutto che farebbe cambiare idea anche ai più masochisti: problemi burocratici di ogni sorta, orari di lavoro interminabili, tasse a non finire e chiaramente difficoltà economiche per arrivare a fine mese.

La vita del “capo di sé stesso” a cui tanto avevo ambito si era rivelata decisamente più dura di quella da dipendente, ma la tenacia e l’ingegno non ci mancavano. Dopo diversi mesi di apnea e un numero imprecisato di prove ed errori, siamo riusciti a capire come fare ad incassare bene con il nostro locale e sistemare le cose una volta per tutte.

Con una buona dose di coraggio e un po’ di fortuna siamo riusciti ad ottenere un prestito con il quale abbiamo ristrutturato il nostro cocktail bar, rendendolo più funzionale al progetto che avevamo in mente.

Sin dalla prima serata di ri-apertura dopo i lavori i risultati ci hanno dato ragione e, in poco tempo, siamo passati dal lavorare giorno e notte sette giorni su sette facendo qualsiasi cosa, all’inserire uno staff di 10 persone “limitandoci” all’aspetto gestionale.

Di suo, infatti, gestire un locale è più che un lavoro a tempo pieno, ma rispetto a dover fare anche il servizio al bar, ai tavoli, prendere le prenotazioni, ordinare o andare a comprare di persona le materie prime, riparare la macchina del ghiaccio che puntualmente si rompeva di venerdì mattina, organizzare gli eventi e pulire il locale a fine serata – cessi inclusi perché non avevamo i soldi per pagare qualcuno che lo facesse per noi –, ti assicuro che era un’altra vita.

E’ stata proprio l’esigenza di reperire nuovo personale che sostituisse me e Luca al bar a spingerci ad aprire un centro di formazione.

Dopo una serie di colloqui e prove fallimentari con alcuni barman esterni che avevano già esperienza, ci eravamo resi conto che mantenere gli standard di qualità a cui avevamo portato il servizio del nostro locale sarebbe stato più difficile del previsto.

Non sarebbe bastato improvvisare dei corsi come facevano tanti altri.

Serviva molto di più per formare dei barman di alto livello.

Avevo sentito dire che, secondo qualche guru tibetano, servono 10 anni per imparare qualcosa in maniera perfetta. Da sportivo avevo provato sulla mia pelle quanto la pratica aiutasse a migliorare nel tempo, così ho pensato di applicare quella stessa mentalità al nostro centro di formazione.

I primi corsi erogati hanno avuto un successo inaspettato, attirando molte più persone rispetto alle nostre esigenze di personale ed incoraggiandoci ad aprire le porte a chiunque volesse entrare nel mondo del lavoro come bartender.

E’ così che è nata la MIXOLOGY Academy, l’Accademia professionale per bartender.

Ciò che sin da allora ci ha distinto rispetto alle tradizionali scuole, oltre al metodo di lavoro che abbiamo sviluppato negli anni e registrato col nome di Global Bartending, è un approccio che mette al centro dell’attenzione l’allievo non solo durante, ma anche dopo il corso barman.

Ai nostri studenti viene data la possibilità di non limitare la propria formazione a poche settimane, ma di portarla avanti fino a 12 mesi (o più, per chi lo desidera) perfezionandosi nel tempo in pieno spirito accademico, finché non saranno veramente pronti per lavorare.

A quel punto ognuno di loro può sfruttare il supporto gratuito di Bartender JOB, la nostra agenzia barman che li aiuta a trovare ancora più opportunità di lavoro oltre a quelle che il mercato offre di suo.

Col passare del tempo MIXOLOGY Academy è cresciuta esponenzialmente fino ad essere ospitata nell’unica struttura di settore con 93 postazioni di lavoro in 5 moderne aule distribuite su 600 mq, un vero gioiello per gli amanti di questo mondo.

corso barman roma milano

MIXOLOGY Academy

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MIXOLOGY Academy

Oltre alla sede di Roma, nel Settembre del 2018 abbiamo aperto anche una nuova scuola barman a Milano addirittura più grande (anche se di poco) rispetto alla cugina più anziana, portando avanti il nostro progetto di dare vita ad altre MIXOLOGY Academy nelle più importanti capitali estere.

L’organizzazione aziendale, la continua formazione degli stessi Trainer e i risultati raggiunti hanno permesso alla MIXOLOGY Academy di ottenere un’ambita certificazione riconosciuta a livello internazionale per la progettazione e l’erogazione di corsi professionali per barman, baristi, bar manager e imprenditori del settore, oltre ad essersi Accreditata a livello Regionale – titolo riconosciuto in tutta Europa – parificando di fatto l’Accademia ad un istituto alberghiero.

Ad oggi io e Luca Malizia, oltre a portare avanti il continuo sviluppo dell’Accademia, abbiamo creato diverse aziende soprattutto nel settore del beverage che vanno dalla formazione professionale, alla produzione e distribuzione di attrezzature da bar, oltre a franchising e locali pubblici, dando direttamente lavoro a molte persone.

Per la cronaca sì, nel frattempo sono anche riuscito a laurearmi facendo felici mamma e papà, anche se il mio percorso lavorativo mi rende molto più orgoglioso rispetto a quello universitario.

Quello che era iniziato come un gioco si è effettivamente trasformato in una favola a lieto fine, con la quotidiana ambizione di aiutare più persone possibili a realizzare i propri sogni e costruire la vita che hanno sempre voluto, così come è stato per me.

Non a caso la Mission della MIXOLOGY Academy recita:

“Crescere e aiutare gli altri a crescere, sempre.”

Ambizioso, appunto, ma non impossibile.

Qualunque sia il percorso che intraprenderai, ti auguro di vivere una carriera ancora più gratificante della mia in questo meraviglioso settore.

 

Ilias Contreas

Fondatore di MIXOLOGY Academy

PS Se vuoi saperne di più sulla mia storia e su come diventare barman, bar manager e quindi imprenditore in questo settore, allora faresti bene a leggere il mio libro Diventare Barman.

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Ilias Contreas, fondatore di MIXOLOGY Academy


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