Barman in Crociera, la storia di Simone Cossu

Fino ad oggi la nostra rubrica sul lavoro all’estero si è incentrata su singoli paesi, ma recentemente ho avuto modo di parlare con Simone, un nostro ex corsista che non sapendo scegliere, ha deciso di lavorare in tutto il mondo.

Com’è possibile?

Facile, Simone fa il barman in crociera e questo gli ha permesso di vedere 46 paesi in 2 anni.

lavorare in crociera
Lavorare come Barman in Crociera

Ma partiamo dall’inizio.

La prima cosa da sapere è:

Come ha fatto Simone ha trovare lavoro come Barman in Crociera?

Prima di tutto sappi che non è un percorso facile. Ci vuole pazienza, costanza, tanta determinazione e soprattutto un curriculum di serie A.

Le compagnie di navi da crociera non si accontentano del minimo, vogliono professionisti con la P maiuscola e non solo, vogliono assicurarsi che tu sappia reggere anche diversi mesi in mare senza crollare.

Insomma, non lasciano niente al caso e per sperare anche solo di essere preso in considerazione devi avere 2 requisiti fondamentali:

  1. un livello altissimo di inglese
  2. almeno 2 anni di esperienza in locali di lusso

Una volta passata la prima fase di selezione, quello che devi aspettarti è un percorso lungo e tortuoso che ti porterà a conquistare il bancone.

Per prima cosa Simone ci ha raccontato dei colloqui che ha dovuto sostenere, tutti rigorosamente in inglese.

I colloqui che ti troverai ad affrontare per diventare barman in crociera sono 3:

  • il primo mirato a conoscere la tua storia: vogliono sapere chi sei, che esperienze di vita hai avuto e come sei arrivato a scegliere questa carriera. In questa fase ancora non si parla di esperienze lavorative, vogliono conoscerti da un punto di vista umano;
  • il secondo in presenza di psicologi per stilare un vero e proprio profilo e capire se sei pronto a subire la pressione e i ritmi di un lavoro in mare;
  • il terzo volto a capire se sei all’altezza anche a livello professionale. Ti verranno fatti dei test legati proprio al lavoro da barman, una sorta di quiz per essere certi che sai il fatto tuo;

Una volta superati questi 3 colloqui, parte poi la fase di preparazione, è vero che dal punto di vista lavorativo sei prontissimo, ma lavorare su una nave non è come lavorare in città e dovrai prepararti a qualcosa di totalmente nuovo.

Il primo passo fatto da Simone, una volta superati i 3 colloqui, è stato quello di iscriversi a “gente di mare“, presso la guardia costiera, dove gli è stato rilasciato un libretto di navigazione con cui ha potuto iniziare a fare i corsi di antiincendio, primo soccorso, salvataggio, sicurezza in nave e somministrazione di cibo e bevande.

Superati quasi 7 mesi tra colloqui e formazione, Simone è finalmente salito su una delle navi della Disney (la prima compagnia ad assumerlo) e mi ha raccontato che l’emozione di lavorare viaggiando ha ripagato tutta l’attesa per arrivarci.

lavorare in crociera
Lavorare in crociera

La cosa migliore di lavorare in crociera come barman per Simone è lo scambio umano e i rapporti indissolubili che si creano con colleghi e altri passeggeri.

Forse una domanda che ti stai facendo è: quante persone lavorano su una nave da crociera?

Io per primo non me l’ero mai chiesto, ma devo dire che non mi aspettavo queste cifre. Ecco un po’ di numeri:

  • 3200 passeggeri per nave
  • 1000 dipendenti
  • 110 barman (di 95 nazionalità diverse)
  • 800 drink giornalieri di media

Ora capisci di che mole e soprattutto ritmi di lavoro stiamo parlando?

Ecco perché per andare a lavorare su una nave da crociera serve esperienza, non verrai mai preso se sei alle prime armi, se hai ancora TROPPO da imparare e se non hai mai lavorato dietro a dei banconi importanti.

Sto dicendo che è impossibile? No, sto dicendo che se pensi che questa sia la tua strada, devi iniziare a stilare un piano strategico e raggiungere step by step i tuoi obiettivi.

Ti dico quello che farei io.

  1. Per prima cosa mi formerei come barman, magari facendo un percorso che mi dia una formazione a tutto tondo, come il Global Bartender;
  2. Dopodiché mi farei un periodo in un paese anglofono per imparare bene l’inglese;
  3. Poi, grazie a esperienza e conoscenza della lingua, mi selezionerei alcuni tra i cocktail bar più importanti d’Italia e farei DI TUTTO per farci un’esperienza di lavoro;
  4. Infine, selezionerei le compagnie che mi interessano, anche in base alle tratte che fanno più spesso, e inizierei a mandare curriculum, in attesa della mia occasione;

Più semplice dirlo che farlo?

Forse, ma la vera domanda che devi farti è un’altra.

Quanto tieni al tuo futuro e quanto sei determinato a realizzare i tuoi sogni?

Niente è impossibile, soprattutto con l’allettante aspettativa di fare il barman in Crociera.

E a proposito di allettante, non ti ho ancora detto com’era la vita di Simone sulle navi da crociera della Disney, la prima compagnia per cui ha lavorato.

Innanzitutto, forse non sai che la Disney ha 6 navi da crociera e che sono immerse nella favola in pieno stile mondo Disney; per questo puoi immaginare che lavorare su una di queste navi sarà un’esperienza ai limiti del surreale.

Lavorare in crociera
Lavorare in crociera come barman

Simone mi ha detto che l’emozione di svegliarsi ogni giorno in un paese diverso è enorme e l’aria che si respira nel team è proprio quella di una famiglia allargata, si arriva a condividere in una maniera totalizzante e – secondo lui – è un’esperienza perfetta per i più giovani.

Una cosa che lui ha notato su queste navi è proprio il famigerato effetto Disney, ovvero l’intento di trasmettere la favola e la vita dei sogni, non solo ai clienti, ma anche ai dipendenti.

Tutto è spettacolare e i dipendenti diventano parte di una grande famiglia.

La filosofia di questa azienda è un po’ la stessa che vogliamo trasmettere noi, come MIXOLOGY Academy: l’abbiamo studiata per anni e abbiamo cercato di metterla in pratica.

Non sono sempre sicura al 100% di riuscirci, ma poi arrivano i feedback di fine corso dei ragazzi che si formano da noi, e la cosa che viene detta più spesso è proprio questa.

Trasmettiamo un senso di casa, sicurezza e di famiglia. E ne vado fierissimo.

Per la “famiglia Disney” è lo stesso: i clienti sono coccolati e accolti e allo stesso modo anche i dipendenti vengono ben pagati e tutelati, per stimolare la continua voglia di crescere insieme.

E a proposito di soldini, Simone mi ha raccontato che lo stipendio viene normalmente diviso in 4 parti, quindi si può dire che il pagamento sia settimanale, ma oltre al fisso c’è di più.

Intanto una percentuale sulla vendita dei singoli prodotti del 10%: ogni barman ha la sua cassa e ogni comanda viene tracciata e ricollegata al barman che l’ha eseguita.

Inoltre il 15% degli incassi viene ripartito equamente tra tutti i barman come ringraziamento alla squadra che ha lavorato bene insieme per portare a casa la serata.

Infine, ci sono le mance, e sappiamo bene quanto sia facile lasciare mance in vacanza, soprattutto se sei felice, su una nave da crociera in giro per il mondo e al quarto gin tonic…no?

Soprattutto se ti trovi in un cocktail bar a tema Star Wars come questo progettato per la 6 nave da crociera di Walt Disney.

barman in crociera
Hyperspace Lounge, Bar Crociera Disney

Insomma, non so che cosa ne pensi tu, ma a me non sembra niente male come prospettiva, soprattutto se pensi che mentre sei in viaggio, non devi pensare né al vitto, né all’alloggio, sei totalmente spesato dalla compagnia che ti assume.

Questo vuol dire che lo stipendio che ti porti a casa è netto e quasi tutto messo da parte.

A questo punto forse una vocina nella tua testa ti sta dicendo che con questo stipendio e con i numeri che ti ho detto prima della media giornaliera di drink, non avrai assolutamente tempo per fare altro, se non lavorare.

Ma anche qui Simone può smentirti.

Infatti ci ha spiegato che all’interno della nave c’è grande libertà e le compagnie ci tengono molto a tutelare anche il tempo libero di ogni dipendente; per questo danno la possibilità di organizzare almeno una festa a settimana, ogni volta in mano a una nazionalità diversa, in modo che ci sia uno scambio tra culture, oltre che la consolidazione dei rapporti.

Pare fin troppo bello per essere vero, no?

Poi per carità, è vero che le ore di lavoro sono tante, e lo stesso Simone mi ha detto che inizialmente al pensiero di affrontare 10 ore al giorno dietro al bancone lo preoccupava.

“non sapevo se avrei retto 7 mesi con questi ritmi”

Ma poi dopo poche settimane si è accorto che le varie attività organizzate per i dipendenti, miste al tempo libero concesso bastano per ricaricarsi e per mantenere anche l’umore alto!

Ogni volta che la nave attracca i dipendenti hanno la possibilità di scendere e di esplorare il paese in cui si trovano, infatti tutti quanti, nessuno escluso, al rientrano erano ricaricati e pieni di energia.

E vorrei vedere, se ti capita – come a Simone – di farti un giro per i Caraibi, non stento a crederlo!

Ma non voglio spoilerare troppo, quindi ti lascio direttamente qui il video dell’intervista a Simone Cossu, in modo che possa sentire tu stesso quello che dice sulla sua esperienza come barman in crociera.

Intervista a Simone Cossu

Crescere e aiutare gli altri a crescere, sempre.

Ilias Contreas

Co-fondatore MIXOLOGY Academy


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