Lavorare in Canada come Barman

Lavorare in Canada come Barman

Oggi ci facciamo un nuovo giro oltreoceano, in uno dei paesi più ospitali al mondo e in cui io per primo ho sempre desiderato vivere un periodo della mia vita.

E questo perché i canadesi sono tra i popoli più accoglienti e onesti mai visti, il paese è enorme e a livello paesaggistico varia tantissimo a seconda di dove vai.

Oltre ad avere una delle popolazioni più inclusive al mondo, c’è anche un’altra cosa da tenere in considerazione: il governo canadese ha da sempre attivato campagne per favorire e promuovere l’immigrazione perché mancano la forza lavoro e alcuni tipi di figure specializzate.

Ogni anno migliaia di persone da tutto il mondo, infatti, si trasferiscono a lavorare in Canada e ti farà piacere sapere che la comunità italiana è molto numerosa e unita.

Ho un’amica che si è trasferita da 5 anni a Toronto e mi ha detto che non si è mai pentita della sua scelta, che anche quando era arrivata da poco, le persone che incontrava e a cui chiedeva consiglio le ripetevano:

“Don’t worry, you’ll make it, Canada wants you!”

(non preoccuparti, ce la farai, il Canada ti vuole)

Riesci a immaginare un’accoglienza migliore? Difficile.

Per questo, non credo sia un caso che le città canadesi si trovino ai primi posti in classifica come luoghi migliori in cui vivere nel mondo. Questo è un grandissimo vantaggio supportato dal fatto che, in Canada, oltre ad una richiesta di lavoro molto alta, c’è anche un ambiente lavorativo tutelato in ogni minimo dettaglio dalla legge.

lavorare in Canada come Barman
Lavorare in Canada

Mi dirai, “vabbeh Ilias, mi hai convinto, vado a lavorare in Canada perché è il paradiso.”

Beh sì, quasi! Anche qui ci sono pro e contro, come gli inverni molto rigidi e il costo degli affitti, però bisogna anche dire che essendo così semplice trovare lavoro ed essendo così tutelato dallo Stato, non dovresti avere grossi problemi ad “entrare nel giro”.

Essendo il secondo paese più grande del mondo, gli spostamenti non sono facili, ma l’efficienza del sistema di trasporti è veramente impressionante.

La mia amica mi ha raccontato che la metro passa di continuo, e se ripenso alle attese infinite che sopportavo a Roma per poi entrare in un vagone stra-pieno di gente, un po’ sorrido. O forse piango.

Per quel che riguarda la lingua, in Canada si parla inglese in tutto il territorio, ma in Quebec la lingua principale è il francese.

Quindi, se sei un po’ scarso con l’inglese ma te la cavi con il francese, un’idea valida potrebbe essere quella di andare a cercare lavoro proprio nel Quebec, magari in una città come Montreal, come ha fatto lo stesso Federico Cerulli, un allievo dell’Accademia che ha vissuto in Canada prima di spostarsi a Parigi, in Francia.

Qui sotto, trovi l’intervista fatta con Federico che mi racconta tutti i passaggi cruciali della sua carriera all’estero a partire dai primi tempi in Canada. Sono certo che la troverai più che utile ed interessante!

Quindi, come ripetuto tante volte sia da me che dagli allievi che ho intervistato nel tempo che hanno vissuto delle esperienze di lavoro all’estero: non andare totalmente impreparato, inizia fin da subito a studiare o ripassare soprattutto l’inglese!

A questo proposito, se non l’hai già fatto, iscriviti alla community del nostro trainer Mario Pizzituti che insegna proprio “l’inglese da bar” di cui hai bisogno per stare dietro al bancone (il link è qui).

Vista l’immensità di questo vero e proprio continente, oltre alla varietà linguistica e culturale, a questo punto la domanda giusta da farsi è: ammesso che il Canada sia un paese interessante per me, per non dire necessariamente giusto, quale città canadese dovrei scegliere per andare a vivere e lavorare nel settore bar..?

Quali sono le città migliori dove vivere e lavorare in Canada.

Toronto

Vivere e Lavorare a Toronto come barman


È la più grande metropoli del Canada ed è una delle dieci città economicamente più potenti del mondo.

La maggior parte delle persone la definisce bellissima e tranquilla, con un tasso di criminalità ridicolo se messo in relazione alla sua ampiezza, e una qualità della vita invidiabile.

Tra l’altro è una dei centri più cosmopoliti del paese. Passeggiando tra le sue strade sentirai parlare italiano, spagnolo, cileno, asiatico, irlandese, francese e, ovviamente, inglese – da quello non scappi! Insomma, una città multiculturale che ti farà sentire a casa nonostante la tua lontananza.

Trovare lavoro in Canada è semplicissimo, ma vista l’alta concorrenza e la concentrazione di alte professionalità, a Toronto le posizioni migliori vengono accaparrate subito da quei professionisti con skills alquanto elevate e tanti attestati da sfoderare in sede di colloquio. Quindi il primo passo per te è di rendergli la vita difficile attraverso una preparazione di primo livello!

La cosa bella è che gli imprenditori, da quelle parti, credono fortemente nella valorizzazione dei propri dipendenti e non è assolutamente raro che facciano fare corsi di aggiornamento o di formazione alle persone con cui scelgono di lavorare.

Mica male no? ?


Ottawa

Vivere e Lavorare a Ottawa come barman


Ottawa è una città studentesca e ospita la University of Ottawa, la Carleton University e l’ Algonquin College, così come altre scuole di lingua e istituti commerciali. 

Moltissimi studenti da tutto il mondo vivono ad Ottawa e per questo c’è molta ‘movida’, cosa che non guasta e soprattutto gioca a tuo favore nella ricerca del lavoro.

E’ conosciuta per essere una città molto pulita e vivibile. Nonostante non sia molto grande, ha tutte le comodità a portata di mano e i redditi in media sono i più alti di tutto il Canada.


Vancouver

vivere e lavorare a vancouver
Vivere e lavorare a Vancouver come barman

Vancouver è considerata uno dei posti migliori al mondo in cui vivere.

E’ una delle città etnicamente e linguisticamente più varie del Canada, con persone provenienti da ogni parte del mondo. Il 52% dei residenti, infatti, non è madrelingua inglese.

E’ un luogo eccitante e stimolante sotto molti punti di vista, nonché incredibilmente bello: si trova a ridosso della costa Pacifica con catene montuose alle spalle e l’Oceano proprio di fronte. Quindi, preparati a panorami mozzafiato, spiagge fantastiche e montagne dove fare escursioni e sciare (d’inverno), oltre alla movida notturna. Tutto in una sola città!

E se il clima del Canada ti preoccupa, allora devi sapere che Vancouver è una delle città più calde di questo paese, con estati asciutte e precipitazioni frequenti in inverno, ma una temperatura che non scende mai troppo sotto lo zero.

Che dici, è un buon compromesso?

L’unica cosa è che si trova davvero dal lato opposto del pianeta rispetto all’Italia, ma è pur vero che una volta preso l’aereo, 9 o 13 ore di volo non è che cambino poi tanto, giusto? 🙂


Calgary

Barman a Calgary
Vivere e lavorare a Calgary come barman

Incastrata tra le pendici delle Canadian Rockies e le praterie, Calgary è la città più grande della provincia di Alberta. La sua area metropolitana raccoglie 1,2 milioni di abitanti. 

Vivere a Calgary significa vivere nella città delle contraddizioni: panorama urbano chic VS maestosità della natura, lo spirito del ‘wild west’ VS l’energia della modernità. Insomma, un’avventura che potrebbe conquistarti e farti innamorare perdutamente!


Montreal

lavorare come barman a Montreal
Vivere e lavorare a Montreal come barman

Montreal si trova nel sud-ovest della provincia del Quebec, a soli 70 km dal confine con gli Stati Uniti. 

Tra tutte le provincie del Quebec è la più grande e la lingua ufficiale è il francese, come ti raccontavo qualche riga fa.

Prima che Toronto la superasse, Montreal era la capitale culturale, economica e commerciale del Canada. Oggi comunque rimane al secondo posto, ed è un centro estremamente importante, con una scena culturale e artistica molto sviluppata.

Nel panorama della mixology, Montreal è diventata famosa durante il proibizionismo per la sua vivace vita notturna. All’epoca, i festaioli dei dintorni si riunivano proprio negli speakeasy di Montreal per sfuggire ai controlli e, ancora oggi, chi ama il mondo della notte viene qui per divertirsi.

L’atmosfera di questa città è sicuramente più europea che americana, anche se Federico nell’intervista che mi ha rilasciato non era molto d’accordo su questo punto, e in effetti come colpo d’occhio iniziale non potrai non notare i grattaceli, le strade enormi e tutte le caratteristiche di una grande metropoli d’oltreoceano.  


E ora che ti sei fatto le idee più chiare su quale città canadese scegliere – o almeno lo spero -, passiamo alle cose che devi sapere a livello burocratico per entrare nel paese.

Primo punto fondamentale: gli Italiani che vanno a vivere in Canada non necessitano di un visto.

È sufficiente, infatti, essere in possesso dell’eTA Canada, ossia dell’autorizzazione elettronica di viaggio richiesta agli stranieri esenti da visto.

Essendo collegata in via elettronica al passaporto, chi varca i confini canadesi deve verificare che quest’ultimo sia valido per i successivi 6 mesi.

Il periodo massimo di soggiorno è infatti proprio di 6 mesi, ma l’ ufficio immigrazione canadese potrà adeguare il tempo di permanenza consentito in base allo scopo del viaggio.

Poi c’è da dire una cosa, che come mi ha spiegato Federico riportandomi sia la sua esperienza che quella di alcuni suoi colleghi, una volta che sei nel sistema, apparentamente nessuno viene a cercarti. L’importante è fare le cose per bene per entrare, ma dopodiché puoi navigare a vista senza farti troppi problemi. Questa, almeno, è la versione ufficiosa.

L’eTA, in ogni caso, ha una validità che si estende per 5 anni o, comunque, fino alla scadenza del passaporto.

E se vuoi rimanerci permanentemente?

Questa devo dire, è un po’ la nota dolente, perché l’iter per ottenere il visto permanente è lungo e tortuoso.  La procedura dipende dalla categoria di appartenenza.

Ad esempio, è possibile operare la richiesta come lavoratore qualificato o skilled worker: in tal caso, verranno valutati fattori come l’età, il livello scolastico, la conoscenza della lingua, le esperienze lavorative pregresse, la fedina penale e l’adattabilità.

Al termine di tali valutazioni al richiedente sarà assegnato un punteggio. Per aver diritto alla residenza permanente è necessario raggiungere un minimo di 67/100.

Una volta entrato in possesso della Permanent Resident Card, però, il richiedente potrà godere degli stessi diritti (o quasi) spettanti normalmente ai cittadini canadesi.

Per cominciare, prima del visto permanente, puoi accedere al programma Working Holiday Visa, perfetto soprattutto per gli under 35.

Conosciuto anche come WHV, e utilizzato anche in Australia ed altri paesi, tale visto lavorativo temporaneo costituisce un valido aiuto per chi è alla ricerca di un lavoro in Canada.

Per poterne usufruire occorre:

1.       essere cittadino italiano;

2.       avere tra i 18 e i 35 anni d’età nel momento in cui si effettua la domanda;

3.       avere a disposizione una somma di 2500 dollari canadesi per la copertura delle spese da affrontare nel periodo iniziale di soggiorno;

4.       stipulare una polizza di assicurazione sanitaria, limitatamente al periodo del soggiorno;

5.       versare 150 dollari canadesi come quota di partecipazione.

Ovviamente, l’idea è trovare un datore di lavoro pronto a fare da “garante” e che, allo stesso tempo, accetti di farsi carico della trafila burocratica per la regolarizzazione della tua posizione. Questo renderà il tutto più semplice.

La cosa che ti consiglio io e di cercare un’occupazione in Canada prima di lasciare l’Italia in modo da partire con tranquillità. Altrimenti, puoi fare come Federico Cerulli – ne parla bene nell’intervista – e buttarti, tenendo presente che la maggior parte dei locali non prevede dei contratti a lungo termine, ma dei pagamenti per le prestazioni occasionali.

Questo rende tutto il meccanismo su cui si basa il mercato del lavoro molto più frenetico rispetto a quello a cui siamo abituati in Italia, ma ti lascia anche la possibilità di variare e gestirti come un free-lance, un libero professionista con il proprio giro di locali che stabilisce anche quando riposarsi.

Il Temporary Worker e lo Skilled Worker:

L’alternativa al Working Holiday è il permesso di lavoro come temporary worker o skilled worker che dà diritto a lavorare in Canada.

Occorre, però, che il datore di lavoro dichiari espressamente di aver bisogno del lavoratore, quindi dovresti trovarti una sorta di sponsor che sia disposto ad investire su di te.

Una tattica potrebbe essere quella di fare una prima avventura in Canada alal ricerca della città ideale e del locale ideale, e a quel punto far ripartire il meccanismo per bene una volta che avrai individuato la combinazione giusta, e quindi qualcuno che voglia stringere un rapporto duraturo con te appoggiando il tuo permesso di lavoro.

COSA E’ CAMBIATO CON IL COVID?

Devo essere sincero, mentre sto per pubblicare questo articolo della Guida è il Settembre 2021, ma in realtà lo avevo scritto mesi fa e, proprio pochi giorni prima della sua uscita, il Canada aveva deciso di chiudere le frontiere agli stranieri per via precauzionale.

Quindi, io e i miei collaboratori per tutto questo tempo abbiamo ricontrollato se c’erano aggiornamenti, perché da sempre il Canada è stato un paese che accoglie e ha bisogno di immigrati. Sapevo che appena possibile avrebbero ricominciato a far entrare gli stranieri.

Dal 9 settembre 2021, infatti, è di nuovo permesso entrare a condizione di essere completamente vaccinati. Non è più necessaria la quarantena. Mi rendo conto che alcuni avrebbero preferito farsi qualche giorno in albergo rispetto alle attuali condizioni di ingresso, così come capisco che per altri quella attuale sia una situazione che rende il Canada una meta ancora più interessante.

Non sta a me giudicare e mi limito a riportarti ciò che succede in giro per il mondo.

La notizia certamente buona per chiunque è che il Canada ha introdotto fin da subito delle esenzioni alle restrizioni di viaggio per i lavoratori o chi era già residente in Canada, ma dal 9 settembre 2021 c’è una novità: nel caso in cui si abbiano tutte le carte in regola per entrare nel paese, basta mandare una mail per velocizzare l’approvazione dell’application!

Fantascienza, se penso sempre alla burocrazia e alla lentezza in Italia per qualsiasi tipo di pratica. Ma passiamo oltre…

Questa mossa rende chiaro quanto per il Canada i lavoratori temporanei abbiano un ruolo fondamentale nell’economia del paese.

Tra l’altro, il governo federale del Canada, così come il Quebec, ha annunciato dei piani per aumentare i tassi di immigrazione a partire dal 2022.

Qui sotto ti lascio un video per farti vedere quanto è diverso il paesaggio se ti sposti per le città canadesi.

Non ti ci immagini un po’ a gironzolare da quelle parti alla scoperta di un nuovo mondo?

Come ribadisce lo stesso Federico, devi solo buttarti e renderti conto di poter trasformare le tua ambizioni in realtà, e mentre lo fai la tua Tutor e i Trainer dell’Accademia saranno sempre in contatto con te per darti una mano in questo percorso.

Crescere a aiutare gli altri a crescere, sempre.

Ilias Contreas

Cofondatore di MIXOLOGY Academy

PS. Se pensi che il Canada non sia il posto più adatto a te in questo momento, allora dai un’occhiata agli altri paesi presenti nella nostra Guida Interattiva sul Lavoro per Barman all’estero


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