Lavorare in Spagna come Barman

Vivere e lavorare in Spagna come Barman

Ho sempre sentito una forte attrazione per la Spagna, un paese che sento affine come modo di vivere e attitudine rispetto ai miei gusti. Ho deciso di parlartene perché è un posto in cui trasferirsi è facile e si trova abbastanza vicino da permetterti di tornare in patria quando vuoi, semmai dovessi cambiare idea e decidere di interrompere la tua avventura all’estero.

Tra tutte le mete di cui ti ho parlato finora all’interno della nostra Guida sul Lavoro all’Estero per Barman, la Spagna è forse quella più simile all’Italia come cultura e modo di vivere. Il che può avere tanti PRO, ma anche diversi CONTRO visto nel 2020/21 anche il Governo spagnolo ha optato per una serie di chiusure molto rigide, proprio come in Italia!

Ho quindi l’obbligo morale e professionale di dirti ciò che penso, ovvero che non posso prometterti che in caso di nuove ondate la Spagna non sarà tra quei paesi che si rintanerà immediatamente in casa, ma d’altro canto la Guida è nata con l’intento di dirti dove puoi lavorare come barman OGGI e, nel momento in cui sto scrivendo queste parole (la prima stesura è del Giugno 2021), fare il barman in Spagna partendo dall’Italia è assolutamente possibile! E finché il pulsante “SPAGNA” continuerà ad essere presente all’interno della Guida, che ricontrolliamo OGNI SETTIMANA per assicurarci che le restrizioni e le eventuali chiusure delle frontiere non creino alcun problema, vorrà dire che potrai sceglierla come meta per emigrare all’estero senza problemi.

Probabilmente non ti sto raccontando nulla di nuovo, fatto sta che la Spagna è tra le mete più scelte dai giovani italiani per lavorarci e viverci. Chiaramente per noi è facile amare un posto del genere: l’ottimo clima, il buon cibo e soprattutto una lingua molto facile da imparare – a proposito, hai già letto i 6 trucchi per imparare una lingua straniera velocemente?

Ma non è tutto qui: il costo della vita, soprattutto in alcune città, è decisamente più basso rispetto al nostro e la burocrazia è snella e poco faticosa, quindi trasferirsi sarà facile, veloce, senza troppe ansie e soprattutto economico!

barman a Madrid
Barman in Spagna

Ma cosa serve per lavorare in Spagna come barman?

I documenti necessari per trasferirsi penisola iberica sono molto pochi e, da cittadini italiani o dell’Unione Europea, sarà semplicissimo perché non sono necessari visti o permessi di lavoro particolari.

I cittadini italiani ed UE in genere, se rimangono fino a 90 giorni in Spagna, non devono possedere altro che la propria carta d’identità per entrare nel territorio spagnolo.

Per lavorare, invece, è necessario richiedere il NIE, un documento simile al nostro codice fiscale e che devi avere per forza superati i 90 giorni di permanenza in Spagna.

Il NIENúmero de Identificación de Extranjero, si richiede presso la Oficina de Extranjero (Delegación del Gobierno) oppure direttamente in Italia, prima di partire, presso il consolato spagnolo o online.

Per farlo hai bisogno di:

  1. Un documento valido (Passaporto o Carta d’Identità)
  2. Dichiarare il posto dove andrai a vivere
  3. Pagare una tassa di più o meno 7/8€ che puoi farti pagare da un amico che si trova già in Spagna o aprendo un conto tu stesso

Lavorare in Spagna senza il NIE è praticamente impossibile poiché si tratta di un documento imprescindibile per i datori di lavoro che vogliono assumerti.

Oltre a questo ti servirà il Numero de Seguridad Social che si richiede DOPO aver richiesto il NIE presso l’ufficio immigrazione della città in cui ti sei trasferito.

Moltissimi stranieri che arrivano in Spagna decidono anche di farsi solo un breve periodo, come ad esempio quello estivo, alle isole Baleari, alle Canarie, o nelle mete più turistiche della penisola come Barcellona e Madrid.

Questa potrebbe essere un’idea molto intelligente, soprattutto se stai programmando la tua prima esperienza all’estero e vuoi misurarti in una situazione semplice e temporanea, prima di scegliere una delle mete più lontane per periodi potenzialmente lunghi.

Ma quale città dovresti scegliere?

Barcellona, Madrid, Valencia, Siviglia, Santander oppure i Paesi Baschi (San Sebastian o Bilbao) sono tra le mete più scelte per tutti quelli che decidono di trasferirsi in Spagna.

Per quel che mi riguarda, io ho amato Barcellona in cui sono stato più volte sia per lavoro che per svago. E’ una città cosmopolita, vivace e romantica, come la maggior parte dei centri che si affacciano sul mare. Passeggerai sulla Rambla, osserverai le altissime guglie della Sagrada Familia, ti perderai nel quartiere gotico tra i suoi vicoli e i tanti locali, e non potrai fare a meno di sentirti al centro del mondo tra passato, presente e futuro.

Per farti venire un po’ di acquolina in bocca, ti lascio questo video qui sotto che ti aiuterà a trasformare in immagini le mie parole!

Un giro a Barcellona

Anche Madrid, la capitale, è una città che va scoperta e amata lentamente. Non ho ancora avuto modo di visitarla purtoppo, ma tra chi ci è stato e alcuni amici che ci vivono da parecchio, le “voci narrano” che a differenza di Barcellona non entra subito nel cuore. Devi saperla esplorare e capire per innamorartene. Il mio consiglio è di fare amicizia con qualcuno del posto e di andare alla scoperta di questa città piena di storia e cultura che allo stesso tempo strizza l’occhio ad un’Europa sempre più moderna e all’avanguardia.

Un altro posto che mi ha stregato è Valencia: abbastanza piccola da permetterti di girarla in poco tempo e da non soffrire i ritmi frenetici delle mega-metropoli, ma allo stesso tempo piena di vita, di locali e di opportunità per chi lavora nel mondo dell’hospitality – o vorrebbe iniziare a farlo. Quando sono stato a Valencia, dopo una giornata nella zona portuale tra Mojito e qualche tapas, mi hanno letteralmente trascinato nel centro storico prendendo parte a quello che gli anglosassoni definiscono bar hopping, e che i latini definiscono semplicemente “movida”. In pratica io e la mia comitiva siamo passati da un bar all’altro battezzando ogni singolo bancone con uno shot o un cocktail. E’ meglio che non ti dica come è finito quel weekend perché rischieresti di perdere quel briciolo di considerazione che hai ancora di me…

E poi c’è Siviglia. Arte, storia e tradizione allo stato puro. Forse più una città da visitare come turisti che da vivere come bartender, ma la cui bellezza è assolutamente innegabile. Al pari di Madrid non ha il mare, che a te potrebbe non fregare più di tanto, ma di fatto è sempre una di quelle tipiche località spagnole in cui ci si diverte e si sta più che bene.

Queste città, insieme alle altre che ti ho citato – che però non ho visitato personalmente – sono le più grandi e forse anche le più interessanti del paese, con un’offerta lavorativa più adeguata per un barman o una barlady rispetto al resto della Spagna.

Se poi la tua idea è quella di partire per la sola stagione estiva, allora al tuo posto sceglierei mete più turistiche dove godere anche del mare e di spiagge da sogno. Mi riferisco alle isole Baleari (di cui abbiamo già parlato qui), Alicante, Lloret de Mar, Malaga o Tarifa dove troverai facilmente lavoro, ma senza rinunciare a fare anche una vita in infradito e costume!

Viviere a Siviglia
Vivere a Siviglia

Qualsiasi città tu scelga, la prima cosa da fare è preparare un curriculum con i fiocchi (noi abbiamo pensato a un master incentrato sull’argomento che per te che stai leggendo queste righe è gratis), meglio se in doppia lingua – direi spagnolo e inglese – in modo che sia subito chiaro al tuo prossimo datore di lavoro che saprai prenderti cura dei turisti in arrivo per la stagione.

La cosa migliore, come sempre, è saper parlare almeno un’altra lingua oltre all’italiano, anche perché, soprattutto in questo caso, conoscere lo spagnolo è fondamentale se vuoi trovare lavoro come barman da queste parti. Altrimenti come fai a comunicare con i tuoi colleghi e soprattutto con i clienti?!?

Il mio consiglio, quindi, è di prepararti bene prima di partire e di arrivare con una buona base. Ti consiglio di appoggiarti ad app come Babbel che ho usato anche io per imparare lo spagnolo prima di trasferirmi in quel piccolo paradiso terrestre che è il Costa Rica.

Ovviamente puoi anche andare allo sbaraglio e partire senza spiccicare una parola al di fuori della tua lingua, magari con l’idea di imparare lo spagnolo sul posto, ma questo ti costringerà ad accontentarti di lavori poco gratificanti come il barback e di paghe indegne di tale nome. Se a quasi 40 anni io ho potuto raggiungere un livello decente di spagnolo in pochi mesi grazie a qualche minuto di Babbel al giorno, sono certo che puoi farcela anche tu con risultati migliori e meno fatica! 😉

E a proposito di altre persone che hanno deciso di prendere e partire per la Spagna, ti lascio qui l’intervista di una nostra corsista che ora si trova a Valencia e ti racconta come se la passa da quelle parti.

COSA È CAMBIATO CON IL COVID?

Esistono due requisiti che occorre soddisfare prima di partire per la Spagna.

Per prima cosa è obbligatorio compilare un modulo di controllo sanitario (FCS). Deve essere compilato e firmato per via telematica prima di prendere l’aereo.

Puoi accedere al modulo e firmarlo tramite il portale Spain Travel Health o le app per dispositivi Android o iOS. Una volta firmato, riceverai un codice QR che dovrai presentare obbligatoriamente al tuo arrivo in Spagna (è valido soltanto in formato digitale.).

Se non viaggi da solo, ricordati che il modulo va compilato da ogni viagiatore, quindi anche dai tuoi eventuali accompagnatori.

Se si proviene da un paese a rischio, e l’Italia fa ancora parte della lista ad oggi, devi presentare anche un test diagnostico (il famigerato tampone) con risultato negativo effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo. Oppure, dovrai dimostrare di essere guarito dal Covid nei 6 mesi precedenti al viaggio, o di esserti vaccinato, come da nuovo regolamento del Green Pass Europeo.

FONTE: https://travelsafe.spain.info/it/

Anche per lavorare nell’Horeca, almeno fino al momento in cui ti sto scrivendo (dicembre 2021), avrai bisogno del Green Pass.

FONTE: https://tg24.sky.it/economia/obbligo-green-pass-lavoro-estero


Vista la precarietà del momento storico, il mio consiglio è di farti un periodo in Spagna, misurarti con la vita all’estero e in caso di nuove ondate o chiusure spostarti di nuovo, magari un po’ più lontano, o comunque in un paese che ti attirà di più, o che semplicemente avrà dimostrato maggiore stabilità politica nel gestire l’emergenza sanitaria.

Non serve necessariamente andare dall’altra parte del mondo per trovare paesi dove il covid non sta togliendo il futuro a nessuno e dove le persone possono vivere e lavorare molto più serenamente che in Italia.

E come al solito lascio spazio a chi è partito sul serio e sta lavorando all’estero, in questo caso si tratta di Miriam Guida, che sta vivendo proprio in Spagna.

Intervista a Miriam Guida

La Spagna secondo me è un’ottima scelta, ma se credi che non sia la meta giusta per te, allora scegli uno qualsiasi dei paesi all’estero in cui ti è permesso lavorare (e vivere) e parti prima di doverti pentire di aver perso altro tempo prezioso!

Crescere a aiutare gli altri a crescere, sempre.

Ilias Contreas

Cofondatore di MIXOLOGY Academy

PS. Se pensi che la Spagna non sia il posto più adatto a te in questo momento, allora dai un’occhiata agli altri paesi presenti nella nostra Guida Interattiva sul Lavoro per Barman all’estero


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