Lavorare nel Miglior Cocktail Bar d’Italia: La storia di Riccardo

miglior cocktail bar Italia

Riccardo Cerboneschi: da un corso barman a lavorare nel miglior cocktail bar d’Italia

Lavorare nel Miglior Cocktail Bar d’Italia:

La storia di Riccardo Cerboneschi

 

Non so te, ma io ogni giorno ricevo moltissime mail. Mail di lavoro, newsletter, spam, mail di eventi a cui devo partecipare.

Quelle che preferisco però sono senza dubbio quelle che mi arrivano dai ragazzi che hanno fatto dei corsi barman alla MIXOLOGY Academy. Persone che prima o dopo hanno studiato in aula di teoria, fatto pratica alle nostre postazioni, sperimentato le loro prime ricette in laboratorio, e che poi hanno iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro e hanno fatto carriera, diventando barman in Italia o all’estero.

Queste, dicevo, sono le mail che apro per prime. Mi piace sapere cosa fanno i vecchi corsisti della nostra Accademia, leggere le loro storie e condividere i loro traguardi.

Mi piace sapere che nel nostro piccolo aiutiamo le persone a crescere e a raggiungere i loro obiettivi. Ne vado fiero e sono orgoglioso di ognuno di loro.

Qualche giorno fa, tra queste mail c’era anche quella di Riccardo Cerboneschi e adesso la voglio mostrare a te.

Ricevere mail come la sua è esattamente il motivo per cui ogni giorno mi sveglio e penso a come migliorare, crescere e lavorare per ottenere risultati sempre più gratificanti. Per aiutare le persone come te a crescere e a raggiungere i loro sogni, come quello di diventare barman e lavorare nel miglior cocktail bar d’Italia.

Quei sogni che a volte sembrano irrealizzabili e lontanissimi. Quei sogni che invece sono più vicini e veri di quanto crediamo.

Ecco perché voglio condividere con te le parole di Riccardo e la sua storia: per farti capire che ogni grande viaggio, inizia da un singolo passo.


“Ciao Ilias,

Ti scrivo per ringraziarti e per raccontarti la storia di un ragazzo che è diventato un uomo.
Prima di frequentare il corso alla MIXOLOGY Academy di Roma, ero semplicemente un ragazzino che beveva qualche drink di troppo il sabato sera e che lavorava in un piccolo bar ristoro sul mare. A 22 anni, ho deciso di fare il primo corso mosso dalla mia voglia di bere cocktail “fatti bene” e di dare lo stesso servizio ai miei clienti.

Ho conosciuto la MIXOLOGY Academy grazie ad un amico che già aveva fatto il corso e che un giorno mi portò alla sede, all’epoca nuovissima, di Via Ostiense. Mi iscrissi subito e insieme portammo a termine un corso barman da 8 ore al giorno.

La cosa sorprendente è che in realtà quelle ore non mi pesavano per niente, anzi, stare lì e vedere aumentare le mie conoscenze e abilità era uno stimolo ad andare avanti.

miglior cocktail bar Italia

Riccardo al lavoro al Locale Firenze, miglior cocktail bar d’Italia dell’anno

Sono sincero, gran parte la fanno l’atmosfera e i trainer professionali e preparati oltre che molto simpatici; loro ci fecero capire quanto il divertimento e il piacere di fare ciò che ti piace sia fondamentale in questo lavoro. Soprattutto ci spingevano a fare sempre di più e credo che sia proprio quella dedizione a farci crescere come barman professionisti.

Finito il corso barman, sentivo la necessità di mettere subito alla prova le mie nuove “arti magiche” e trovai nel mio primo datore di lavoro, il grande Maurizio, la spinta a mettere in pratica quello che avevo imparato.

Il riscontro da parte dei clienti era positivo, un cocktail Americano o un Negroni fatti nella giusta maniera, non sono poi così facili da trovare in posti dove tutti vogliono solo bere e sballarsi.

Sentivo sempre di più il bisogno di aumentare le ore di “esercizio” e alla fine iniziai anche a lavorare come barman nel locale più frequentato della mia città. Di giorno barista al mare, la sera barman in discoteca. 16 ore di lavoro al giorno, ma non mi pesavano per niente.

Amavo stare in mezzo alle persone e i miei clienti andavano dal ragazzino di 18 anni al signore di 70. Riuscire ad accontentarli tutti era bellissimo e non saprei nemmeno descrivere la sensazione che provoca vedere la faccia soddisfatta di un cliente che assaggia la ricetta di un tuo cocktail.

Dopo un po’ la spinta a migliorare mi ha portato a trasferirmi, e così dalla piccola Venturina Terme me ne sono andato a Firenze, con un obiettivo chiaro in testa: lavorare al Locale Firenze.

Un amico mi mise in contatto con il capo barman Andrea Fiore e dopo averlo quasi pregato, mi sono guadagnato un giorno di prova.

È passato più di un anno da quel giorno ma ricordo benissimo ogni passo mosso dentro quel bellissimo cocktail bar. Entrando rimani impietrito davanti alla bottigliera enorme e dal giardino verticale che ti avvolge.

Pensa a me, con un bagaglio di esperienze minuscolo e tanta voglia di fare che parla con il suo idolo. In quel momento ho capito quanta strada avevo ancora da percorrere e quanto impegno avrei dovuto metterci. Però ero prontissimo.
A Matteo Di Lenno e Andrea Fiore, i miei capi barman, devo davvero tanto.

Ogni giorno mi fanno capire quanto siano importanti l’amore e l’impegno in questo lavoro.

Ogni errore serve per crescere, l’importante è non ripeterlo e imparare da questo. Ogni rimprovero serve per crescere e ogni complimento che arriva, molto più raro, ti fa capire che stai veramente crescendo e migliorando.

Senza l’attitudine al miglioramento, Locale Firenze non avrebbe vinto il premio come Miglior Cocktail Bar d’Italia per la redazione BarGiornale.

Per me è veramente una grande soddisfazione vedere ripagato tutto il sacrificio e l’impegno dietro a quelle ore di servizio. Lavorare a contatto con barman come loro mi ha permesso anche, alla prima partecipazione, di essere selezionato tra i semifinalisti nazionali della Campari Competition.

Dalla mia poca esperienza tra bar ristoro, discoteca e cocktail bar n.1 in Italia ho capito che il cliente deve “godere” delle tue creazioni e idee, e posso garantire che non c’è soddisfazione più grande che vedere gli occhi di un cliente brillare dopo il primo sorso di un drink che gli hai preparato.

Il mio mantra, rimane una frase detta dal grande Alex Katrena:

 

“Prima di fare qualsiasi cosa dietro al bancone, chiediti se la serviresti a tua madre.

Se va bene a tua madre, andrà più che bene.”

 

Campari competition

Riccardo è stato Semifinalista Nazinale alla Campari Competition alla sua prima partecipazione


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