Lavorare in Florida come Barman

Lavorare in Florida come Barman

Quando pensi all’America ci sono due immagini che ti vengono in mente:

1.      I grattacieli di New York

2.      E le spiagge di Miami

E se il tuo sogno è berti un mojito ghiacciato in spiaggia con una camicia hawaiana, un cappello di paglia e il costume, ma senza dover rinunciare al casino e alle comodità della grande metropoli, allora la Florida è proprio il posto che fa per te!

Infatti la Florida è forse l’unico angolo di mondo in cui gli standard della vita occidentale incontrano il clima e il calore tipici del Sud America.

Pensa al mare delle Bahamas – che distano solo 30 minuti di volo; aggiungi grattacieli, locali ed enormi centri commerciali; una spolverata di mentalità pragmatica e aperta; infine, una spruzzatina di sogno americano…

E il gioco è fatto, BENVENUTO IN FLORIDA!

Personalmente mi sono bastati pochi minuti tra la Collins Avenue, Ocean Drive e la pittoresca Lincoln Road per rendermi conto che ci sono molte ragioni per scegliere la Florida – e non solo Miami – come meta per andarci a lavorare e vivere.

Ovviamente, in primis, non puoi non pensare al meteo: la temperatura minima che si registra è di 16 gradi (!), come a dire che queste zone non conoscono l’autunno e certamente nemmeno l’inverno. Se sei un amante del caldo e ti attira l’idea di raggiungere il mare o la laguna in pochi minuti da QUALSIASI punto della città, allora parti già con ottime premesse! Laddove non arriva l’oceano, infatti, la Florida è piena zeppa di pozze d’acqua che cercano di non fartene sentire la mancanza.

Un altro elemento da non sottovalutare è che questo Stato ha 18 milioni di abitanti (di cui circa 6 milioni tra Miami e ditorni), ma è lontanissimo dalla realtà delle costipate città europee, perché ci sono ancora moltissime zone disabitate e selvagge dove puoi anche decidere di comprare un pezzo di terra per costruirci la casa dei tuoi sogni. Il governo, tra l’altro, ha attivato tutta una serie di programmi per aiutare i lavoratori a realizzare i loro progetti. Proprio come succede in Ital… Ah, no.

Te lo dico così, per farti sognare e forse rosicare un po’. Ma d’altronde non devi prendertela perché non ti sto descrivendo la vita su Marte! Qui si parla di qualche ora di volo, nulla di impossibile.

In tanti rifuggono l’idea di un trasferimento all’estero per paura di incontrare troppe difficoltà con la lingua, e da questo punto di vista posso dirti che ho buone notizie per te visto che la Florida è considerata una specie di moderna “Babele”. Se non sai cosa intendo, vuol dire che ci sono emigrate talmente tante comunità diverse nel tempo che da quelle parti si parlano spagnolo, inglese, italiano e anche alcune lingue asiatiche. Quindi, se le lingue per te sono un problema, sappi che qui nessuno ti guarderà male se il tuo inglese non è particolarmente fluente. Certo, aiuta, ma non è un limite non saperlo alla perfezione. E in più ci sono moltissimi locali e ristoranti italiani…

E com’è lavorare in Florida?

Beh diciamo che l’ostacolo maggiore è il visto e in generale gli obblighi burocratici, ma una volta superati questi lo stipendio medio (sul quale non ci sono tasse statali, ma solo federali) è di 4500 dollari al mese, tra i più alti degli Stati americani meridionali.

A conferma della bontà di ciò che ti sto riportando abbiamo l’esempio concreto di Nicholas, un nostro allievo molto ambizioso che si è trasferito a Miami da ormai qualche anno e vive il tanto ambito “sogno americano”, guadagnando più di mille dollari a settimana come bar manager per una catena di cocktail bar.

La cosa che più paga a Miami, ci racconta Nicholas, sono le mance che turisti e imprenditori lasciano con leggerezza, per non parlare del 10% minimo di “Service Tax” che ogni cliente manda direttamente nelle tasche dello staff di bar e ristoranti. Un sogno? Lascia che ti racconti questo aneddoto e poi vedrai!

Ancora ripenso a quella volta in cui Nicholas mi ha mandato su Whatsapp una ricevuta appena ritirata al tavolo. Su un totale di 345 dollari, quei clienti hanno lasciato 500 dollari di mancia, pagando più di quanto avevano consumato, e questo solo per il servizio e la cura ricevuti. Tutto ciò per dirti quanto è importante l’attenzione verso il cliente, ma questa è una cosa che già sai se stai seguendo i consigli che dà Luca sui canali di Barman PR.

Certo, poi le mance stellari non arrivano tutti i giorni o a tutte le ore, ma non è nemmeno così raro che siano tanto succose, ed è soprattutto grazie alle mance che qualunque professionista nel settore dei locali minimamente intraprendente può puntare (e raggiungere) uno stile di vita che qui in Italia ci sognamo.

Ma la Florida non è solo Miami: c’è Tampa, Palm Beach, ma anche Naples e Fort Lauderdale, questo se preferisci una soluzione meno confusionaria rispetto alla turistica Miami Beach.

Lavorare in Florida comporta naturalmente anche degli obblighi burocratici. Lo sappiamo, negli Stati Uniti vigono leggi sulle immigrazioni piuttosto severe.

Ma ti basta fare uno di questi visti per iniziare a lavorare:

1. Visto Temporaneo per lavorare a Miami

Requisito fondamentale chi desidera lavorare a Miami è l’ottenimento del visto, sia che tu voglia starci solo per un periodo, sia se desideri trasferirti permanentemente. Nel primo caso, otterrai un visto di lavoro temporaneo della durata di 6 mesi tramite il tuo datore di lavoro. Nel secondo caso invece ti serve la celeberrima Green Card.

2. Green Card

Per stabilirsi definitivamente e avere la cittadinanza americana è necessario ottenere la Green Card. Si tratta del permesso di soggiorno permanente, concesso dal governo americano a cittadini stranieri per vivere e lavorare negli USA per un periodo illimitato di tempo. E puoi ottenerla se vieni sponsorizzato da un datore di lavoro, per status familiare o vincendo la Green Card Lottery.

Sì, hai capito bene, in America c’è una vera e propria lotteria in cui non si vincono soldi, ma un permesso di soggiorno e lavoro. Ti pare poco?

3. Visto per Studio – Lavoro

Ci sono anche dei visti di studio che consentono di lavorare regolarmente negli USA. Alcuni di questi visti sono limitanti in merito al tipo di mansione che puoi svolgere (modello M1), mentre altri hanno dei requisiti più elevati dal punto di vista delle strutture in cui devi risultare registrato come corsista, ma in cambio ti permettono di essere assunto anche nel settore del turismo (modello J1).

Io stesso, quando ero ragazzo, per diversi anni ho partecipato a dei programmi di vacanza-studio negli USA frequentando dei corsi di inglese all’interno di vere e proprie università, anche se chiaramente io non ero lì per conseguire la laurea. Anche Nicholas, quando mi ha raccontato la sua storia, mi ha detto che ha iniziato a lavorare a Miami attraverso un visto di studi che gli ha consentito di essere assunto regolarmente part-time. Credo sia inutile spiegarti che, messe sotto contratto e quindi giustificate alcune ore della giornata, diventi più semplice camuffare il resto di un turno al bancone…

All’inizio ci può e ci deve stare di adattarsi alle regole del gioco, salvo decidere di voler restare in un posto e trovare soluzioni burocratiche più stabili, come ad esempio il sopracitato Sponsor o altre strade per ottenere l’ ambita Green Card.

Per approfondire il discorso senza lasciare nulla al caso, ti lascio il link alla pagina ufficiale dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia  oltre ad una fonte che parla dei visti di Studio – Lavoro e propone anche delle soluzioni pratiche interessanti: https://letsliveusa.com/it/studio-e-lavoro-negli-usa/#:~:text=Il%20visto%20J%2D1%20consente,una%20formazione%20pratica%20sul%20lavoro.

Trovare lavoro in Florida, come affermano Nicholas e i miei colleghi e amici che ci hanno vissuto, non è difficile vista l’enorme quantità di locali, di turisti nazionali e stranieri, anche in virtù di una popolazione con uno stipendio pro-capite sufficiente a magiare fuori ogni giorno – spendendo cifre che potrebbero sembrarti vergognose. In più, il mercato del lavoro non è così competitivo come a New York o a Los Angeles, il che rende questa meta ancora più appetibile!

Insomma la Florida sulla carta ha davvero tanti buoni motivi per essere considerata una sorta di mecca per un bartender che ha voglia di farsi strada nella vita. E sono convinto che se seguirai questo percorso, ti riempirà di soddisfazioni.

COSA è CAMBIATO CON IL COVID?

Beh diciamo che le restrizioni sono tante, ma niente che non si possa risolvere.

Infatti, in questo preciso momento, non è permesso l’ingresso a chiunque arrivi da, o sia stato negli ultimi 15 giorni in un paese dell’area Schengen, tra cui, ahimé, c’è anche l’Italia.

Però…

… C’è un piccolo escamotage che ti permetterà di entrare comunque negli USA.  

La soluzione per aggirare il problema è di fare un pit-stop di almeno 14 giorni in un paese senza blocchi alla frontiera come il Messico o Santo Domingo, ad esempio, per poi spostarti negli Stati Uniti dove potrai iniziare finalmente la tua nuova vita.

Lo so che a volte sognare in grande fa paura, ma con un corso da barman e un po’ di coraggio condito con le istruzioni che ti ho appena dato, l’unica cosa che ti manca davvero per realizzare questo sogno è un semplice biglietto aereo!

FONTE: https://it.usembassy.gov/it/visti/

Crescere a aiutare gli altri a crescere, sempre.

Ilias Contreas

Cofondatore della MIXOLOGY Academy

PS. Se pensi che la Florida non sia il posto più adatto a te in questo momento, allora dai un’occhiata agli altri paesi presenti nella nostra Guida Interattiva sul Lavoro per Barman all’estero


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