Lavorare nel Regno Unito come barman

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Lavorare in Inghilterra e nel Regno Unito come barman

Lavorare nel Regno Unito come barman

"C'era una volta nel Regno Unito". Come probabilmente già sai, inizia così la mia favola nel mondo del bartending. Ogni bella storia ha un incipit e il mio ha preso vita Oltremanica. Mi fa enormemente piacere tornare, anche solo con la mente, in uno dei luoghi che mi sono più cari.

D'altronde parliamo di una meta molto ambita da parecchi italiani, una nazione che già da prima della Brexit ne accoglieva quasi 500 mila.

Se così tanti connazionali scelgono di andarci, il motivo è legato non solo a possibilità di lavoro migliori o ad uno stipendio più elevato, ma anche al fatto che il Regno Unito, per quanto a volte possa sembrare meno ospitale di tanti altri paesi, è capace di offrire uno stile di vita fatto di multiculturalità, attività all’aria aperta e nella natura e, ovviamente, la possibilità di imparare una delle lingue più utili al mondo per viaggiare, vivere e lavorare.

Il Regno Unito è infatti una terra promessa e ricca di opportunità sia per i giovani che per gli adulti in cerca di esperienze lavorative con cui far decollare il proprio Curriculum Vitae!

Io stesso, come ti dicevo, ci sono andato quando ero ragazzo e sono felicissimo di aver scelto proprio Londra come città per fare la mia prima esperienza di lavoro all'estero.

Vivere un'avventura professionale lontano da casa ti permette di metterti alla prova in modi sempre nuovi e di crescere in maniera sorprendente. Andare fuori dall'Italia ti fa capire davvero chi sei e ti fa scoprire le tue potenzialità. Potresti accorgerti che raggiungere un obiettivo non è poi così difficile, e che basta volerlo veramente (e lavorare sodo).

Ma torniamo nel Regno Unito, una delle dodici monarchie sovrane in Europa, sul cui trono siede la Regina Elisabetta, famosa per i suoi completi color pastello e fresca di festeggiamenti per ben 70 anni di regno!

La monarchia britannica della cara Queen Elizabeth è composta da 4 paesi: l’Inghilterrala Scozia, il Galles e l’Irlanda del Nord.

È importante che tu conosca le differenze geografiche e culturali perché gli abitanti delle quattro diverse regioni ci tengono molto alla loro identità. Se tu deciderai, ad esempio, di andare a vivere a Edimburgo, mi raccomando ricordati di chiamare gli abitanti “Scozzesi” e non “Inglesi”.

Potrebbero offendersi tantissimo!

Come probabilmente saprai, dal 2020 il Regno Unito non è più membro dell'Unione Europea in seguito alla famosissima azione che ha preso il nome di Brexit.

A causa dell'uscita dall'Europa, non si applica più nemmeno l’Accordo di Schengen, il che significa che i viaggi da e verso i Paesi della UE (ad eccezione dell’Irlanda) prevedono controlli sistematici del Passaporto/Carta d’identità alla frontiera e requisiti di visto separati per i diversi Paesi.

Se sei un cittadino Italiano, per vivere in Inghilterra, è sufficiente che tu abbia la Carta d’identità, ma è caldamente consigliato anche il passaporto perché velocizza tutte le pratiche burocratiche.

Lavorare nel Regno Unito
Lavorare come Barman in Inghilterra

Per lavorare avrai poi bisogno del Right to Work, ovvero un visto lavorativo con sponsor, come in America.

Ti consiglio di contattare agenzie per il lavoro internazionali, che ti possano aiutare ad applicare per la sponsorship.

Detto ciò, il primo documento fondamentale che dovrai fare appena arrivato nel Regno Unito è il N.I.N. (National Insurance Number) che è anche indispensabile per lavorare in Inghilterra.

Il NIN è un codice identificativo alfanumerico (come il nostro codice fiscale) che ti consentirà di godere dei diritti in materia di lavoro, assistenza sanitaria e pagamento dei contributi.

Il N.I.N. ti verrà richiesto anche per lavorare in UK, senza di quello infatti i datori di lavoro non possono assumerti.
E non pensare che anche solo inizialmente sia contemplabile lavorare in nero, questa è proprio una pratica che non viene nemmeno presa in considerazione dalle aziende inglesi.

Per ottenere il N.I.N. ti basterà telefonare e prendere un appuntamento al Dipartimento Lavoro e Pensione (Departiment for Work and Pensions) al numero verde 0945-600-0643.

Se hai difficoltà con la lingua, e non hai nessuno che possa aiutarti, puoi chiedere di avere un interprete, è un tuo diritto.

Ti chiederanno l’indirizzo del luogo in cui alloggi, che può essere anche un ostello o una pensione nel primo periodo, in attesa di trovare stabilità.

Pochi giorni dopo ti verrà recapitato il tuo numero N.I.N.: custodiscilo con attenzione e non perderlo.

Ora affrontiamo uno dei punti più dolenti di un eventuale trasferimento nel Regno Unito: IL TEMPO! E non mi riferisco alla puntualità - a cui gli inglesi tengono moltissimo -, ma proprio al meteo.

Anche se per alcuni un clima relativamente freddo e con molta, moltissima pioggia, potrebbe non essere un problema, mi rendo conto che per altri sarebbe una sorta di suicidio psicologico.

Da queste parti l'estate per come la intendiamo noi dura praticamente un mese, mentre il resto dell'anno ci si alterna tra inverni rigidi e primavere/autunni abbastanza freddi e piovosi. Non esattamente il massimo se sei un tipo un po' metereopatico..!

Un'altra nota dolente del Regno Unito è il costo della vita.

Diciamo subito che trovando un posto almeno decente per lavorare come bartender e dividendo casa con amici, colleghi o il tuo partner, potrai sicuramente mantenere uno stile di vita soddisfacente senza preoccuparti troppo delle spese!

Come forse immagini, la cosa più cara sono proprio gli affitti, che pesano soprattutto a Londra e in altre città come Edimburgo, Oxford, Cambridge, Manchester, Liverpool, dove i prezzi sono nettamente più alti che nel resto del Regno Unito.

Per darti un metro di paragone, considera che il carovita di Londra è superiore a quello di Roma del 40%. Certo, c'è da dire che la stessa Milano rispetto a Roma non scherza, ma è importante che ti aspetti di arrivare Oltremanica e spendere due lire per qualsiasi cosa. Non è proprio così, anche se...

... Anche se gli stipendi sono calibrati rispetto al costo della vita, infatti la retribuzione media è di 2600/2800 euro al mese!

Lo stipendio medio per un bartender è di 23.000 euro l'anno, MA questa cifra non tiene conto di premi, bonus e soprattutto delle mance. Secondo un calcolo statistico si aggiungono ai 23 mila altri 40 mila euro l'anno, di solito ricevuti in contanti, per un totale di 63 mila euro, mica male no? Cifre abbastanza lontane rispetto a quelle che puoi ottenere (in media) nel nostro caro paese, mi sbaglio?

E tieni conto che le stime che ti ho riportato possono anche aumentare se ti presenti con delle qualifiche importanti come gli attestati ottenuti con il percorso da Global Bartender, o con il corso da Bar Manager.

E visto che sento da qui che inizi a scalpitare, ti parlerò delle migliori città in cui vivere nel Regno Unito.

E no, non parlerò delle più inflazionate come Londra o Manchester, ti parlerò di città che magari non conosci così bene, ma che possono essere un'ottima meta per la tua prima - o prossima - avventura all'estero.


Reading & Bracknell

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Vivere a Reading

Secondo molte classifiche le località di Reading e Brecknell sono le due città migliori in cui vivere in Inghilterra.

Oltre ad avere affitti molto più accessibili e una media salariale più alta, si trovano anche a 30 minuti di treno da Londra e quindi potresti valutare anche di vivere in una di queste due città e di spostarti nella capitale per lavorare.

Oxford

Lavorare nel Regno Unito
Oxford

Famosa per i college e per la vita universitaria, Oxford è una città vivace e in continuo fermento, in cui è veramente possibile fare carriera in molti settori.

Inoltre la storia e l’architettura di Oxford attirano turisti tutto l’anno e questo fa sì che il turismo e l'hospitality siano molto sviluppati.

Una cosa che probabilmente non ti lascerà indifferente è che ad Oxford i lavoratori sono tra i più pagati del Regno Unito. Ed ecco perché questa città è perfetta per chi vuole fare una breve o anche una lunga esperienza all'estero.

Cambridge

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Vivere a Cambridge

Come tutte le città universitarie, anche Cambridge è un'ottima soluzione per lavorare come barman all'estero.

Negli ultimi anni la città è cresciuta fino a diventare uno dei punti di riferimento più importanti nel campo delle tecnologie biomediche. Sono stati creati ben 12.400 posti di lavoro e questo l'ha resa la seconda città con il più alto tasso di occupazione del paese.

Aberdeen

lavorare in Inghilterra
Lavorare ad Aberdeen

I professionisti che lavorano ad Aberdeen portano a casa il più alto stipendio della Nazione e non solo, godono anche di uno dei più bassi tassi di disoccupazione nel paese – appena il 2% – contro una media nazionale di circa il 5,9%.

Aberdeen ha visto una crescita molto rapida negli ultimi anni, soprattutto per le piccole e medie imprese, e i posti di lavoro sono aumentati del 10% negli ultimi 10 anni.

Insomma ci sono varie possibilità più economiche, raccolte e accessibili rispetto alla caotica Londra, che resta tuttavia un posto unico al mondo in cui ho lasciato il cuore.

Quartieri come Notting Hill, i mercatini della domenica di Portobello Road, l'immenso e verdissimo Hyde Park nel cuore della città, e poi LEI... La City of London, il centro economico e culturale dove trovi la fusione tra storia, arte e modernità, oltre ovviamente ai migliori locali del paese.

A proposito di locali, qualche tempo fa Thomas, un nostro studente che ringrazio ancora, mi ha inviato delle foto direttamente dal "The Loop", il mitico cocktail bar in cui ha mosso i suoi primi da bartender il sottoscritto, ormai una vita fa!

The Loop, il primo locale in cui ho lavorato come barman a Londra

Ti assicuro che ai tempi il locale era molto meno rosa di adesso (!), ma scherzi a parte, è stato il luogo in cui posso dire di essere diventato adulto. Londra e il The Loop sono stati una tappa fondamentale della mia crescita, per cui se avessi la possibilità di trovare lavoro lì, il mio consiglio spassionato di provarci te lo voglio dare - e alle brutte potrai sempre ripiegare su una delle altre città di cui ho parlato, o ovviamente anche su qualsiasi altra città che ti venga in mente, dalla Liverpool dei Beatles alla Manchester di Cristiano Ronaldo. :)

Ti lascio qui una video panoramica delle città in cui potresti vivere se decidessi di darmi retta e partire per lavorare nel Regno Unito.

"Ma cosa devo fare per trasferirmi?"

Se vuoi rimanere nel Regno Unito per un massimo di 6 mesi non hai bisogno della visa (il visto di lavoro), ma questo solo nel caso in cui tu possa dimostrare che ti trovi nel paese per motivi accademici o per aprire un'attività.

Per lavorare, infatti, ti servirà il visto e attenzione, perché puoi rimanerne sprovvisto per un massimo di 30 giorni!

All'ingresso nel paese avrai bisogno del passaporto che deve avere una data di scadenza lontana dal tempo previsto di permanenza nel paese.

Avrai bisogno della visa per lavorare per queste tipologie di impiego:

  1. come volontario
  2. per fare esperienza nel ruolo
  3. come lavoratore specializzato

Se vuoi rimanere nel Regno Unito per più di 11 mesi, o se hai deciso di stabilirti definitivamente a lavorarci, devi invece iscriverti all’AIRE, l’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero, è GRATUITA e consente molti vantaggi a livello burocratico,  come ad esempio:

  • Ottenere il rinnovo del passaporto
  • Avere la possibilità di votare
  • Ottenere il rinnovo della patente
  • Ottenere tutti i documenti che richiedono un servizio notarile
  • Ottenere i certificati di nascita, matrimonio, etc..

COSA E' CAMBIATO CON IL COVID?

Dalla fine di Febbraio 2022, il Premier Boris Johnson ha eliminato praticamente tutte le restrizioni legate al Covid, incluso l'obbligo legale di isolamento in caso di test positivo. Mi riferisco a: obbligo di mascherine (che non servono più nemmeno al chiuso, tranne che nei mezzi pubblici e nelle strutture sanitarie), distanziamento, capacità ridotta dei locali, chiusure anticipate delle attività ristorative, e Green Pass, che non è necessario per entrare in alcun posto.

Sì, hai capito bene: nel Regno Unito sono tornati al 2019!

Anche per quel che riguarda gli ingressi nel paese, infatti dal 1 giugno 2021non è più richiesto il Green Pass né altra certificazione equivalente per l’ingresso.

Di seguito ti riporto due interviste molto interessanti che raccontano l'esperienza sulla vita del bartender a Londra. Il primo è Valerio Paternostro e a seguire Davide Marchi!

Per quanto sia un amante di questa destinazione, se pensi che il Regno Unito non sia il posto più adatto a te in questo momento non mi offenderò! Piuttosto, ti invito a dare un’occhiata agli altri paesi presenti nella nostra Guida Interattiva sul Lavoro per Barman all’estero.

Crescere a aiutare gli altri a crescere, sempre.

Ilias Contreas

Cofondatore di MIXOLOGY Academy


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