Lavorare in Texas come Barman

Lavorare in Texas

Vivere e lavorare in Texas come Barman

Ormai sono mesi che io e i miei collaboratori ogni giorno, senza sosta, cerchiamo nel mondo i paesi che ti permettono di lavorare e di vivere quella normalità che in Italia da un po’ ci è negata.

Proprio stamattina pensavo al fatto che se io fossi in te e mi avessero letteralmente strappato il futuro dalle mani con la possibilità di fare non solo la professione che amo e che ho scelto, ma tutto ciò che desidero, dallo sport nelle piscine e nelle palestre fino ad una semplice passeggiata per il centro, una cena fuori, un cinema o un drink all’ora che mi pare, la prima scelta che avrei preso sarebbe stata quella di andarmene. L’ho fatto da ragazzo quando sono partito per Londra e l’ho rifatto 16 anni dopo trasferendomi in Costa Rica in pianta stabile.

E non per scappare dai problemi lasciando il mio paese abbandonato a sé stesso, ma perché fuori dall’Italia la vita sta tornando alla normalità – o lo è praticamente sempre stata – mentre dove vivi tu sembra ancora tutto difficilissimo e lontano anni luce dal rimettersi a posto.

Adesso non voglio entrare nel merito delle scelte politiche e sanitarie che sono state fatte in questa situazione, ma voglio solo mettermi al tuo fianco e aiutarti a capire che là fuori le cose sono diverse, motivo per cui DEVI partire.

Per questo ogni settimana cerco sul mappamondo una meta utile per te e provo a mostrartela con tutti i suoi aspetti positivi e negativi, per permetterti di fare una scelta che sia il più consapevole possibile e di partire verso una nuova vita.

Di questi tempi, quella di lavorare all’estero, fosse anche per una breve esperienza, è l’unica strada che hai davanti per poter fare il barman DA SUBITO – così come molti altri lavori, in effetti – e ritornare ad una quotidianità libera, normale, senza dover aspettare ancora settimane, mesi o chissà quanto.

Detto ciò, oggi ho deciso di parlarti di uno Stato americano che ha coraggiosamente deciso di riaprire tutto e di mettersi alle spalle un periodo davvero difficile.

All’interno della Guida per lavorare all’estero come barman abbiamo già parlato di alcuni Stati come New York e la Florida, mentre stavolta andremo a vedere perché il Texas potrebbe (o non potrebbe) essere una destinazione interessante per te!

Welcome to Texas

Vivere e lavorare in Texas come Barman, potrebbe veramente renderti la persona felice e soddisfatta che meriti di essere.

Io non ci sono mai stato ancora, ma quando vedo quella bandiera o sento/leggo il nome TEXAS mi vengono subito alla mente le grandi aziende automobilistiche, la musica country, i rodei, il barbecue e ovviamente i cowboy con i loro grandi cappelli!

Vivere in Texas

Sicuramente parliamo di un posto in cui ci sono delle forti tradizioni folkloristiche, ma allo stesso tempo una grande propensione verso il futuro. In particolar modo quando si parla di business.

Il Texas, infatti, per PIL (Prodotto Interno Lordo) è il 10° paese al mondo davanti ad Australia, Messico, Spagna, Russia e tanti altri, e questo anche grazie ad una tassazione con gli oneri tra i più bassi d’America.

Il clima è tendenzialmente caldo (anche se in inverno possono arrivare giornate veramente molto fredde, soprattutto a nord), con l’ovest particolarmente arido, e il sud-est umido al punto da essere quasi soffocante, seppur rigoglioso e ricco di foreste.

Quindi, già in base a queste informazioni, ti consiglierei di capire quale zona è più adatta a te se deciderai di andare a vivere in Texas.

Partendo dal presupposto che tu ti muova per lavorare nel settore dei locali, io ti consiglio di scegliere una delle grandi città come Austin, Houston (sì la sede della NASA) e San Antonio ad Est, o Dallas a Nord Est. Le 4 big cities che offrono sicuramente maggiori possibilità, oltre ad essere più moderne e cosmopolite rispetto ad altre località come Odessa o Laredo.

Texas

Diversamente da quello che potresti pensare, anche in queste grandi metropoli che ho appena nominato gli alloggi hanno prezzi accessibili e la vita scorre abbastanza sicura: parliamo di città che sono cresciute molto in fretta e quindi mantengono le caratteristiche – e la bassa criminalità – dei paesini!

Non credo sia un caso che, nel 2017, la capitale Austin è stata nominata la città migliore in cui vivere in America nella classifica delle cento migliori aeree metropolitane più grandi negli Stati Uniti.

La cosa forse più caratteristica è che anche le città di medie dimensioni sono vive ed eccitanti, e tra concerti, festival e un sacco di eventi a cui potrai partecipare sia dietro che davanti al bancone non ti mancheranno mai le cose da fare!

E a proposito di bancone, ti starai chiedendo: com’è lavorare in Texas?

LAVORARE IN TEXAS

Come ti ho accennato prima, l’economia del Texas è in salute e in crescita, anche grazie alla sopracitata tassazione bassa – e già questo non è un dato da sottovalutare.

Questo vuol dire che gli stipendi sono alti?

Ni! Cioè, se si ha una professionalità qualificata e comprovata da certificazioni e attestati, allora sì, ci sono ottime possibilità di trovare lavori ben remunerati e con benefit interessanti.

Per gli altri… Un po’ meno!

A proposito di attestati, oltre ad averne uno o più che quanto meno suggeriscano le competenze di un professionista, per i bartender in Texas c’è la forte raccomandazione a prendersi un certificato TABC della validità di 2 anni.

Questo certificato NON E’ obbligatorio, ma facendo delle ricerche anche tra i vari annunci lavorativi abbiamo scoperto che viene spesso richiesto dai gestori di locali. Questo perché il TABC “Seller/Server Training” si concentra sulle leggi statali in merito alla vendita di alcolici, prevede “tecniche” per impedire ai minori e alle persone intossicate di continuare a consumare alcol, e in generale tratta tutta una serie di materie che deresponsabilizzano il datore di lavoro in caso di avvenuta trasgressione nel suo locale: della serie, se tu sbagli, avendo il certificato TABC la colpa è tua e non sua.

Intanto ti do qualche numero. Un bartender qualificato in Texas prende tra i 1500 e i 2500 euro al mese e se hai qualifiche più alte, come ad esempio l’aver conseguito un attestato da Bar Manager, in quel ruolo puoi arrivare tranquillamente anche a 3000/4000 euro di stipendio. Mica male no?

La distanza del Texas rispetto a casa non sembra più un problema così insormontabile, o sbaglio?

Cocktail Bar Austin
The Eleonor, Cocktail Bar ad Austin

Ora, parliamo un po’ di burocrazia da affrontare per il trasferimento in Texas. Anche qui, come gli altri paesi americani, avrai bisogno del visto.

Per prima cosa, è importante sapere che per rimanere sul territorio americano oltre i 90 giorni si deve per forza avere un visto che, nella quasi totalità dei casi, è strettamente legato ad un progetto di studi, un contratto di lavoro o un possibile accordo di impiego negli USA.

Quello che ti consiglio di fare, per cominciare, è un visto studentesco che ti faccia avere accesso ai permessi temporanei per lavorare, e dopo puntare ad uno sponsor a lungo termine.

Quali sono i permessi temporanei e quale dovresti richiedere?

In questa specifica categoria rientrano tutti quei permessi legati a brevi viaggi di lavoro, periodi di studio, scambi culturali o tirocini. La validità di ciascun visto dipende, chiaramente, dallo scopo della permanenza. Tra questi specifici visti, vediamo quelli di categoria:

  • B1 – B2: pensato per i viaggi di lavoro, turismo e anche per eventuali trattamenti medici. Per ottenerlo è necessario dimostrare che la permanenza negli Stati Uniti è strettamente legata alla motivazione temporanea di visita e che non si ha alcuna intenzione di rinunciare alla propria residenza in favore di una negli USA;
  • F: concesso a tutti coloro che si recano in America per motivi di studio (università, master, corsi di lingua, etc.);
  • J: dedicato agli scambi culturali, ai tirocini, alle ricerche accademiche, al lavoro au pair, etc.;
  • H, L, O, P, Q: questi sono quelli dedicati a tutti quegli stranieri che vengono assunti da aziende americane con un contratto a tempo determinato, quindi se riesci a trovare lavoro in fretta puoi applicare per questo visto;
  • I: specifico per giornalisti, reporter, addetti stampa o comunque specialisti del mondo dell’informazione e dei media;
  • O-1: riservato alle persone “dalle straordinarie capacità” come pittori, cantanti, atleti e artisti in generale. Ottenere questo visto ha un costo di circa 3000 dollari USA ed è comunque necessario uno sponsor locale negli States che faccia da garante, ma ha una validità di circa 3 anni.

Diciamo che, in linea generale, per lavorare negli Stati Uniti puoi iniziare con un visto di tipo J1 che consente di svolgere delle mansioni nell’ambito del turismo, a patto che dimostri di seguire regolarmente un corso idoneo per un certo numero di ore settimanali; oppure serve che un potenziale datore di lavoro presenti una petizione all’USCIS per tuo conto.

Da questo momento in poi il datore di lavoro sarà considerato il tuo sponsor.

Per alcune categorie di visti, prima che il datore di lavoro statunitense possa presentare una petizione di immigrazione all’USCIS, dovrà ottenere una certificazione approvata dal Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti (DOL). La certificazione del lavoro DOL verifica che:

  • Non ci sono lavoratori statunitensi disponibili, qualificati e disposti a sufficienza per ricoprire la posizione offerta al salario prevalente
  • L’assunzione di un lavoratore straniero non influirà negativamente sui salari e sulle condizioni di lavoro dei lavoratori statunitensi impiegati in modo simile

FONTE: https://www.uscis.gov/working-in-the-united-states/permanent-workers

Bene, ti è venuto il mal di testa? Lo so che le questioni burocratiche sono sempre noiose, ma assolutamente necessarie se vuoi trasferirti all’estero e in particolar modo in un paese americano come il Texas. La buona notizia è che ho finito! Quindi possiamo andare avanti! 🙂

Barman in Texas
COSA E’ CAMBIATO CON IL COVID?

E com’è vivere in Texas durante il Covid??

Voglio innanzitutto spiegarti che in Texas quasi non si ricordano più com’era vivere durante una pandemia, perché già da un po’ hanno aperto tutto e levato le restrizioni, incluso l’obbligo di indossare la mascherina.

Per entrare nello Stato avrai bisogno di un test negativo effettuato non più di 3 giorni prima dell’arrivo, o un documentazione che attesti che sei già immunizzato per aver contratto il Covid nei 3 mesi precedenti all’ingresso.

Una volta arrivato, non avrai l’obbligo di metterti in quarantena, ma il governo consiglia un’auto-quarantena di 7 giorni e un nuovo test, per stare più tranquilli. Ripeto e sottolineo: CONSIGLIA, NON OBBLIGA.

Una notizia che ti farà piuttosto piacere – o magari rosicare – è che il Governatore dello Stato del Texas Greg Abbott ha recentemente deciso di aprire bar e ristoranti permettendo agli operatori del nostro settore di tornare a una vita normale.

Non solo, in tutte le città di sua giurisdizione non ci saranno limiti in nessun campo legati al Covid-19, pur raccomandando alle persone di essere caute e di usare la mascherina, ma semplicemente affidandosi al proprio buon senso.

CI TENGO A CHIARIRE UNA COSA FONDAMENTALE.

Non voglio che pensi che pur di farti trovare lavoro io stia cercando di spingerti in uno degli epicentri mondiali della diffusione del virus. Le immagini qui sotto, infatti, dimostrano che da quando è stata adottata la linea morbida con le progressive riaperture, i numeri dei contagi ufficiali NON SONO AUMENTATI. Ma al contrario, sono diminuiti.

Il 1° Febbraio 2021 in Texas sono stati registrati 39.250 nuovi casi
Il 7 Aprile 2021, invece (2 mesi dopo) si è passati a 3.807 casi, 10 volte meno

E un forte segnale è arrivato proprio il 5 aprile, quando si è giocata un’importante partita di Baseball dentro uno stadio aperto al pubblico per la prima volta in un anno e sono stati contati 40 mila tifosi (trovi l’articolo qui), a dimostrazione che le persone non vedevano l’ora di tornare a vivere la loro vita, pur sapendo che la malattia non è sparita.

Texas Rangers contro Toronto Blue Jays del 5 Aprile 2021 ad Arlington, Texas (40.518 spettatori)

Non so come la pensi tu al riguardo, ma trovo che rinchiudersi in una bolla di sapone, al massimo, si possa definire “sopravvivenza” e i numeri oggi ci dicono che ci sono tanti rischi di gran lunga superiori al Covid, soprattutto se hai meno di 60 anni.

Quindi, se sei d’accordo con me, significa che per te c’è un’altra bella opzione da prendere in considerazione per la prossima importantissima avventura della tua vita!

La cosa fondamentale, come sempre, è dotarti di competenze elevate e di un Curriculum che ti permettano di essere un professionista “desiderabile”. Quindi, se sei già un nostro studente diplomato e hai anche seguito con attenzione il nostro Master su Come Trovare Lavoro (e preparare un CV perfetto), allora sei a cavallo, tanto per rimanere in tema Cowboy!

FONTE 1: https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/travelers/faqs.html

FONTE 2: https://www.dshs.state.tx.us/coronavirus/opentexas.aspx

Continuo a ripeterlo da tempo, ormai, e non mi stancherò mai di farlo. Prendi coraggio e parti, perché al momento l’Italia non ha niente da offrirti, ma il resto del mondo sì. Non farti rubare altro tempo e sfrutta questo periodo per fare anche solo un’esperienza pazzesca in uno dei paesi in cui ti è permesso oggi stesso!

Crescere a aiutare gli altri a crescere, sempre.

Ilias Contreas

Cofondatore di MIXOLOGY Academy

PS. Se pensi che il Texas non sia il posto più adatto a te in questo momento, allora dai un’occhiata agli altri paesi presenti nella nostra Guida Interattiva sul Lavoro per Barman all’estero


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *