Lavorare in Svizzera come Barman

vivere in svizzera

Vivere e lavorare in Svizzera come Barman

Negli ultimi anni sono stato abbastanza spesso in Svizzera, ma per raccogliere le informazioni utili a questo approfondimento della Guida per il Lavoro all’estero per barman ho chiesto una mano al mio amico e socio Luca Malizia che vive a Lugano, nel Canton Ticino.

Se già prima ero convinto che la Svizzera potesse essere la meta perfetta per un bartender italiano (che giustamente pretende di più rispetto a quanto può offrire l’Italia in questo momento), dopo questa chiacchierata lo sono ancora di più!

Un po’ come l’America del Nord – qui puoi trovare i paesi che abbiamo affrontato di questo continente – che permette di realizzare sogni solo all’apparenza inavvicinabili, la Svizzera sembra essere una gallina dalle uova d’oro che devi solo avere il coraggio di raccogliere.

Non è un segreto, ma se non lo sai è la prima cosa da tenere in considerazione: la Svizzera economicamente è uno dei paesi più prosperi al mondo.

Questo traguardo è stato raggiunto grazie al settore finanziario e alla bassa tassazione che l’hanno resa un paradiso fiscale; ecco perché viene scelto dai ricchi imprenditori di tutto il mondo per aprire attività e spesso anche per viverci.

Eh sì, perché la Svizzera è anche e soprattutto un paradiso terrestre fatto di laghi e montagne, in cui la natura, la neve d’inverno, la pulizia e l’ordine la fanno da padroni. Per alcuni gli svizzeri sono un po’ troppo rigidi nella loro ferma precisione, ma non posso non ammettere che ogni volta che varco il confine ho la sensazione di ritrovarmi in un posto migliore.

Un posto migliore in cui la pressione fiscale è veramente ridotta e a parità di stipendio, un italiano guadagna la metà di uno svizzero.

Il reddito pro-capite medio si aggira intorno agli 80 mila euro lordi l’anno secondo il Fondo Monetario Internazionale (puoi leggere altri dati qui), a cui va tolto meno del 20% di tasse, contro il 30%/40% che viene tolto dagli stipendi italiani, per questo la Svizzera è il paese con più potere d’acquisto al MONDO.

E io più ci penso e più mi chiedo: perché non sei ancora partito per andare a fare fortuna in Svizzera, visto soprattutto che è così vicina e che ti basta sapere l’ITALIANO per lavorarci?

Lavorare in Svizzera

Effettivamente, scegliendo questo paese come nuova casa, è molto difficile che tu faccia la fame nonostante il costo della vita più alto rispetto al nostro. Gli stipendi infatti sono più che proporzionati e ti permettono di avere un tenore di vita che qui in Italia ti sogneresti soltanto. Se poi non sperperi tutto quello che guadagni con l’idea di investirlo fuori dalla Svizzera, dove il costo della vita è anche minore, allora puoi fare veramente bingo! Ammesso che il tuo progetto sia ben pensato e realizzato, si intende – e a tale proposito, non posso non consigliarti di seguire barmanpr.it per una guida sulla gestione finanziaria corretta per lanciare un progetto da imprenditore.

Oltre a questo, mettici anche che essendo uno Stato con una storia recente, il mercato non è ancora in grado di rispondere a tutta la domanda che c’è e basta un minimo di intraprendenza e competenza per aprire un business di successo!

Non fraintendermi: non ti sto dicendo di andare in Svizzera e aprire un locale dal nulla lì o da qualsiasi altra parte, perché, prima di tutto, devi sempre ricordarti che hai bisogno prepararti adeguatamente se è questo il tuo sogno. E per capire come puoi realizzarlo ti ribadisco di seguire Luca nel gruppo riservato di Barman PR, oltre ai vari corsi per Manager e Imprenditori di MIXOLOGY Academy che la tua Tutor di fiducia potrà consigliarti in base alla tua esperienza e al tuo caso specifico.

In ogni caso, per quanto bravo e competente tu possa essere in veste di imprenditore, prima di investire dei soldi per aprire un’attività all’estero è bene aver studiato in maniera minuziosa il mercato di riferimento, e quindi averci lavorato o almeno vissuto un po’.

Il mio consiglio spassionato è proprio di partire e farti un’esperienza lavorativa che ti faccia crescere professionalmente, oltre a respirare una boccata di vita nuova in un posto in cui ad esempio non hanno mai chiuso né le scuole, né le piste da sci, tanto per darti dei riferimenti tangibili rispetto a noi – e che ti faccia guadagnare cifre che in Italia difficilmente vedresti scritte sulla tua busta paga.

Non è un caso se la Svizzera è il paese con il più alto flusso migratorio italiano, questo sia perché è comoda e vicina, sia perché nel Canton Ticino non avresti nemmeno la difficoltà di dover imparare una lingua diversa rispetto alla tua. Sono moltissimi i giovani che vanno a lavorare in Svizzera e infatti la comunità italiana conta più di 600 mila persone..!

E a proposito di lavoro: trovare un’occupazione è molto semplice anche perché quasi non c’è competizione. A riprova di questo, la percentuale di disoccupazione in Svizzera è solo del 4,9%, cifra per altro aumentata in quest’ultimo periodo rispetto al 3% registrato fino al 2019.

Ripetiamolo: la percentuale di disoccupati che c’è in Svizzera è a malapena il 5%, tra le più basse al mondo, di cui solo il 7% sono giovani. Per fare un paragone, in Italia la percentuale si aggira intorno al 13%, di cui però il 33% sono giovani, il dato peggiore in Europa. Bel record, non è vero..?

Perché si sa, siamo un paese vecchio e proprio a causa dell’età di pensionamento molto avanzata (quasi 70 anni), il ricambio generazionale in Italia è difficile e lentissimo. In pratica lasciamo il comando a chi dovrebbe pensare a godersi la vecchiaia invece di rinnovarci con nuove risorse che abbiano idee fresche e una mentalità più adatta a guidarci verso il futuro.

E chi ne paga le conseguenze?

Esatto, i giovani. Proprio tu che ti stai facendo il mazzo per costruirti la tua vita e una carriera, e che con ogni probabilità saresti un professionista più valido di certi “vecchi tromboni”. Sia chiaro, non ho nulla contro le persone anziane, soprattutto se hanno ancora la giusta lucidità per svolgere determinate mansioni imprenditoriali e non, ma a differenza dell’Italia, la Svizzera tutela i giovani e si assicura che possano realizzarsi nell’ambito da loro scelto.

Fantascienza? No, solo lungimiranza. Cosa che manca nel nostro paese.

Non so come la vedi tu, ma io al posto tuo anche solo per questo ci farei un pensierino al trasloco in Svizzera, che tra le altre cose è a due passi dall’Italia e può essere un ottimo compromesso se l’idea di andare troppo lontano ti angoscia e non ti senti ancora pronto.

Potresti addirittura pensare di fare un pit-stop da quelle parti per un po’ e, una volta superate le tue paure, decidere di andare più lontano con un bel malloppo sul conto in banca. Devi solamente aumentare la tua consapevolezza e renderti conto con i fatti che sei in grado di fare un passo del genere. E molto di più.

Ma vediamo quali sono le città più allettanti tra cui scegliere se vuoi vivere e lavorare in Svizzera.

Partiamo col dire che questo paese è diviso in aree territoriali autonome: si tratta di 26 Cantoni, con autonomia politica, giuridica e culturale in cui si parlano principalmente 3 lingue: tedesco, francese e italiano. Ognuna di queste regioni ha caratteristiche peculiari che la rendono unica ed ecco perché è importante che tu valuti bene quale città e Cantone scegliere.

cantoni della Svizzera
Cantoni della Svizzera

Le città migliori in cui vivere sono sicuramente Ginevra, che vanta una qualità di vita superiore rispetto alle altre, ma è più costosa; Zurigo, che a livello lavorativo offre moltissime possibilità interessanti anche se questo incide non poco sul costo della vita e degli affitti, e Lugano che paragonata alle altre è la città meno cara ed è anche molto cosmopolita.

Qui di seguito voglio farti fare un giro per sue strade!

Lugano, il piccolo gioiello del Canton Ticino

In linea di massima, il Cantone italiano è quello che costa meno se vogliamo dirla tutta, e come dicevo anche prima è anche più comodo dal punto di vista della lingua. Scegliendo una delle città del Canton Ticino, infatti, ti sembrerà di vivere nel nostro paese (rimanendo di fatto anche molto vicino), con la differenza che il tuo stipendio sarà decisamente più alto!

Per darti dati precisi: un barman non qualificato e quindi senza uno o più attestati che ne certifichino la professionalità, prende di media 4000 euro al mese, cifra che ovviamente sale a seconda delle qualificazioni e dell’esperienza.

Come dici? Non hai ancora fatto tutti gli esami per prendere l’attestato?

Bene, adesso hai qualche migliaio di motivi per farlo prima di subito! 😉

barman in svizzera

E a questo punto voglio raccontarti cosa mi ha detto Luca rispetto ai Barman svizzeri, perché una volta sentita questa storia prenderai un biglietto di sola andata per domani stesso.

“Ilias, in Svizzera i barman fanno schifo, cioè se prendi un cocktail che paghi un botto al 90% farà schifo e te lo portano dopo 40 minuti!”

Ha esordito così e io sono scoppiato a ridere, perché ho pensato che in una situazione del genere, uno qualsiasi tra i nostri corsisti che ha appena terminato uno corso da Barman in Accademia e magari non ha ancora avuto modo di fare esperienza, dà una pista alla metà dei bartender che lavorano in Svizzera!!

E a quanto pare è proprio così. Nei locali frequentati da Luca, i bartender valgono un tuo mignolo: sono lentissimi, con zero attenzione al cliente e con nessuna capacità tecnica. Al punto che riescono a sbagliare anche un banalissimo Negroni…

Ti rendi conto anche solo vagamente di quello che ti sto dicendo?

Ti sto dicendo che se vai a lavorare in Svizzera e riesci a dimostrare le tue capacità, sarai letteralmente ricoperto d’oro, e non parlo solo dello stipendio che comunque sarebbe alto, ma anche delle mance dei clienti ai quali non sembrerà vero di bere cocktail degni di questo nome!

L’unico motivo che mi viene in mente per cui potresti ancora essere dubbioso su questa mossa per il tuo futuro, è che la Svizzera è molto cara rispetto all’Italia e voglio rassicurarti perché ho pensato a un’opzione interessante che potrebbe svoltarti la vita.

Quella, cioè, di diventare un frontaliere.

Che significa?

Significa che lavorerai in Svizzera, ma avrai la residenza in Italia vivendo al confine.

E prima che pensi che sono un genio, ti voglio dire, che no, non è un’idea mia questa. Ci sono decine di migliaia di italiani che vivono al confine e vanno tutte le mattina a lavorare facendosi una mezz’oretta di macchina.

Come soluzione potrebbe essere estremamente vantaggiosa per risparmiare sul costo della vita e in questo senso le città più scelte dai frontalieri, anche per il basso costo degli affitti, sono Varese, Como, Sondrio, e la provincia di Verbania-Cusio-Ossola.

Fare avanti e indietro tra Italia e Svizzera potrebbe anche risultarti un po’ scomodo, ma pensandoci attentamente in città grandi come Roma o Milano, ci sono persone che ci mettono anche 1 o 2 ore per arrivare sul posto di lavoro, mentre tu così facendo ci metteresti molto meno. Non mi sembra così male, no?

In ogni caso, sia che tu preferisca trasferirti in Svizzera, sia che tu decida di rimanere al confine, a livello burocratico è tutto abbastanza semplice. L’unico consiglio che ti do è quello di trovarti già un lavoro o dei contatti e di non partire proprio alla cieca.

ORA VEDIAMO CHE COSA SERVE PER TRASFERIRTI E/O LAVORARE IN SVIZZERA.

Come cittadino dell’Unione Europea non avrai bisogno di Visti e se decidi di andare a vivere sul territorio svizzero dovrai semplicemente presentarti all’ufficio migrazione entro 14 giorni dal tuo arrivo con:

  • documento d’identità valido (meglio se il passaporto)
  • contratto d’affitto
  • contratto di lavoro
  • 1 fototessera

A seconda del tempo di permanenza poi, l’ufficio ti rilascerà il così detto “permesso di dimora” di una di queste tipologie:

  • permesso L: se pensi di rimanere in Svizzera per meno di un anno e quindi anche il tuo contratto di lavoro è a breve termine;
  • permesso B: dura 5 anni e si può rinnovare, per poter accedere a questo permesso ti basterà avere un contratto di lavoro della durata minima di un anno, in caso contrario dovrai dimostrare di essere in grado di mantenerti;
  • permesso C: si può richiedere dopo aver vissuto in Svizzera per più di 5 anni. Si tratta di un permesso illimitato e senza altre condizioni
  • permesso G: è il permesso dei frontalieri, quello che farei al posto tuo, che grazie agli accordi presi tra i due paesi, ti permette di pagare le tasse in Svizzera a fronte però di una piccola compensazione nel comune di residenza (trovi tutti i dettagli qui). Per poter ottenere questo permesso, l’unica condizione è di tornare nella propria città di residenza almeno una volta a settimana.

A mio avviso quest’ultimo permesso è quello più comodo, soprattutto come primo step anche solo per sondare la situazione. Considera anche che rimanendo di fatto in Italia avrai accesso alla sanità pubblica e non dovrai pagare l’assicurazione sanitaria che invece è necessario sottoscrivere se decidi di trasferirti.

Ma la vera ragione per cui dovresti andare è proprio perché in Svizzera le competenze non sono proporzionate alla potenza d’acquisto, quindi con le tue competenze potrai letteralmente conquistare il mercato e dare una spinta fortissima alla tua carriera.

FONTE: https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/entrata-soggiorno-svizzera/informazioni-entrata-soggiorno-svizzera.html

COSA E’ CAMBIATO CON IL COVID?

Rispetto all’Italia, la Svizzera ha aspettato fino a Dicembre 2020 a chiudere, e prima di allora non c’erano state restrizioni o distanziamenti da rispettare.

Col passare del tempo e con l’aggravarsi della situazione, sono stati chiusi i locali ed è stato caldamente consigliato lo smart working, ma al di là di questo è sempre stata garantita la libertà a tutti.

Proprio per questa ragione il consiglio federale ha preso molto a cuore il ritorno completo alla normalità ed è già stato stabilito un graduale ritorno alla vita pre-covid.

Il piano approvato il 28 aprile 2021 prevede allentamenti in tre fasi, già stabilite per dare qualche elemento di certezza a tutti e quindi la volontà è quello di tornare a una normalità vera entro la fine dell’estate.

Le tre fasi previste sono:

  • Fase di protezione: vaccinazione delle persone particolarmente a rischio
  • Fase di stabilizzazione: accesso alla vaccinazione per l’intera popolazione adulta
  • Fase di normalizzazione: abrogazione dei provvedimenti

Durante l’ultima fase, che qui in Italia sembra ancora lontana, si revocheranno gradualmente tutte le chiusure e anche le misure di protezione di base, come la mascherina.

Bar e ristoranti sono aperti e lavorano sia con il take away/delivery che in presenza, e come in Italia, si può consumare seduti, ma solo negli spazi esterni, rispettando ovviamente le misure di sicurezza e senza quindi creare assembramenti in attesa di arrivare all’ultima fase.

Il Consiglio federale è cosciente anche dell’importanza delle grandi manifestazioni e gli eventi per la società ed è così nuovamente pronto a consentire ai Cantoni lo svolgimento di partite, concerti e altre manifestazioni che riuniscano centinaia e migliaia di persone.

Il 13 settembre 2021 è entrata in vigore in Svizzera l’obbligo di esibire il Green Pass dai 16 anni in su. Il certificato vaccinale è indispensabile nei luoghi chiusi (bar e ristoranti, compresi quelli degli alberghi), strutture sportive, per il tempo libero: teatri, cinema, sale da gioco, piscine, musei e zoo. E chi decide di non vaccinarsi deve tamponarsi ogni 24 ore.

Anche concerti, eventi sportivi e matrimoni al di fuori di locali privati sono inclusi.

Una differenza rispetto all’Italia è che un datore di lavoro può esigere dai lavoratori il pass, nel quadro del proprio obbligo di tutela mentre università o scuole professionali decidono autonomamente.

FONTE 1:https://www.swissinfo.ch/ita/epidemia_coronavirus–la-situazione-in-svizzera/45590960

FONTE 2: https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/massnahmen-des-bundes.html#-610931704

E per entrare nel paese come si fa?

Almeno finché non introdurranno il fantomatico “Green Pass”, i cittadini europei e i loro familiari, indipendentemente dalla cittadinanza, possono entrare liberamente in Svizzera, quindi anche da questo punto di vista direi che spostarsi in Ticino e dintorni sarebbe una soluzione più facile rispetto ad altre mete, soprattutto extra-europee.

Al momento il tampone è necessario solo per i residenti nelle regioni ancora arancioni o rosse, ma per gli italiani della zona gialla, non serve nulla per entrare in Svizzera.

FONTE: https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/sem/aktuell/faq-einreiseverweigerung.html

Una cosa che mi ha colpito molto è una notizia recentissima che racconta del prossimo referendum del 13 Giugno, durante il quale il popolo svizzero chiederà di limitare il potere del Governo in eventuali altri casi di emergenza.

Infatti, gli svizzeri non hanno apprezzato le seppur poche limitazioni subite e non solo vogliono annullarle, ma vogliono anche evitare che il Governo possa metterle di nuovo in atto in futuro – trovi l’articolo in cui se ne parla qui!

Questo, oltre ad essere un segnale fortissimo, sarebbe anche una rivendicazione a pochi metri da casa nostra della libertà che sono state tolte quasi in tutto il mondo nell’ultimo anno.

E se io dovessi scegliere un paese che mi rappresentasse, vorrei sicuramente che fosse libero e cazzuto come la Svizzera! Non di certo una specie di dittatura repressiva come l’Italia dove della gente e dei giovani in particolar modo sembra che non gliene freghi nulla!

Poi, tu puoi essere d’accordo o meno con le mie parole, ma converrai con me che la Svizzera sembra proprio una meta “appetitosa” per andare a fare un’esperienza di lavoro come bartender, se non per starci molto di più.

E tu sei pronto a scegliere il paese perfetto per te? Ma soprattutto, sei pronto per riprendere in mano il controllo sul tuo futuro come hanno fatto già tanti nostri studenti in giro per il mondo?

E se non è la Svizzera la meta giusta per te, allora scegli uno qualsiasi dei paesi all’estero in cui ti è permesso lavorare (e vivere)!

Crescere a aiutare gli altri a crescere, sempre.

Ilias Contreas

Cofondatore di MIXOLOGY Academy

PS. Se pensi che la Svizzera non sia il posto più adatto a te in questo momento, allora dai un’occhiata agli altri paesi presenti nella nostra Guida Interattiva sul Lavoro per Barman all’estero


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