Lavorare a Zanzibar come Barman

Lavorare a Zanzibar
Lavorare a Zanzibar

Vivere e Lavorare a Zanzibar come barman

Non so che ne pensi tu, ma a me basterebbe un colpo d’occhio a quest’incredibile isola nell’oceano Indiano per decidere di volerci passare il resto della vita. O quanto meno un bel pezzo!

Spiagge bianche, mare cristallino e palme. Che si può volere di più dalla vita? Magari un lavoro là come barman? Di certo non è impossibile e tra poco te ne parlo.

Prima voglio farti un po’ sognare ad occhi aperti raccontandoti com’è la vita in questa splendida gemma dell’Africa orientale.

L’arcipelago di Zanzibar, che politicamente fa parte della Tanzania, è composto da due isole maggiori, Unguja e Pemba, e numerose isole minori. La città di Zanzibar si trova nell’isola di Unguja, ancora oggi uno dei paradisi terrestri più incontaminati al mondo. Quest’isola è famosa soprattutto per il quartiere antico di Stone Town e le spiagge delle coste, dove sorgono numerosi villaggi turistici.

Da queste parti emigrano normalmente pensionati, imprenditori che vogliono fare business e operatori del settore turistico, e per questo si può dire che sia una meta piuttosto gettonata (sì, anche e soprattutto dagli italiani).

Zanzibar è una città cosmopolita: la popolazione è composta da neri, arabi indiani e una cospicua comunità italiana, per l’appunto. E poi ci è nato e cresciuto Freddy Mercury dei Queen, mica pizza e fichi?!?

L’atmosfera è accogliente e ospitale e la vita scorre tranquilla nonostante l’afflusso di turisti. I mesi di alta stagione sono Agosto, Dicembre e Gennaio, non a caso i periodi in cui noi europei andiamo in vacanza. In primavera, invece, le isole tendono a svuotarsi per le frequenti piogge. La maggior parte degli emigrati che vanno a lavorare a Zanzibar si butta nel turismo, settore in cui è indispensabile conoscere la lingua inglese – anche se molti dei locali capiscono un po’ di italiano per le tante realtà imprenditoriali aperte da nostri connazionali.

Non è un paese che si può definire ricco, ma il costo della vita è talmente basso che permette di vivere con il minimo indispensabile e senza grossi problemi. In più i ritmi lenti, i tramonti mozzafiato e il mare cristallino sono altri punti decisamente a favore di un trasferimento da queste parti.

Quando sono venuto qui in vacanza, ormai diversi anni fa, mi hanno colpito due cose, su tutte: i colori incredibili dell’oceano e della sabbia e la sensazione che il tempo quasi si fermasse.

Poi sì, c’era anche il vento che puntualmente ogni pomeriggio si alzava dando il via ad un esercito di kite surfers che invadeva ogni angolo di mare, ma quando ti trovi in mezzo a così tanta natura rischi seriamente di dimenticarti dello stress e di tutti i problemi, come se spegnessi l’interruttore.

Una meraviglia!

In più in Tanzania ho potuto fare il mio primo Safari nella savana, che è un’altra di quelle cose che meritano di essere vissute!

Ci vivrei? E’ possibile, ma per il momento credo di aver trovato già la mia meta ideale all’estero e probabilmente tu già sai di cosa (o sarebbe meglio dire dove) parlo.

Fare il Barman a Zanzibar

Per approfondire questo argomento ho scritto ad un’amica che vive a Zanzibar da parecchio. Lei lavora proprio nel mondo dell’horeca visto che è proprietaria di un albergo insieme al marito, e per questo ho subito pensato a lei quando ho iniziato a scrivere la guida.

Cosa c’è di meglio di una testimonianza diretta per dirti esattamente come funziona la vita da barman a Zanzibar?

Barman a Zanzibar

Nella chiacchierata che ho fatto con Clarice, ho scoperto che fare il barman a Zanzibar non è molto semplice perché gli imprenditori del posto tendono a preferire i bartender del luogo per due motivi:

  1. il primo motivo è che per uno straniero ottenere un visto da “semplice bartender” è piuttosto difficile, se non impossibile;
  2. In più, la manodopera del posto costa evidentemente meno di uno straniero, per quanto questi possa essere formato sulla miscelazione.

Quindi, se decidi di andare là con il solo attestato da bartender, te la vedrai piuttosto male e dovrai impegnarti molto per riuscire a convincere i proprietari dei vari locali ad assumerti in nero!

MA, e ovviamente c’era un “ma” altrimenti non avrei mai scritto questa guida, sono ricercatissimi i Bar Manager stranieri. Qualcuno che abbia le competenze necessarie per gestire il bar di un locale e mandarlo avanti.

Se un lavoro come quello del bartender infatti da queste parti non è considerato così di alto livello da poter scalzare la manodopera locale, come poteva essere in Italia fino a 20 anni fa, lo stesso NON avviene per un ruolo come quello del Bar Manager. Parliamo infatti di una carica “manageriale” per la quale ottenere il visto di lavoro come straniero è molto facile!

A differenza di come succede in Italia, dove spesso sono dei barman ad aprirsi un locale per lavorarci dentro anche come dipendenti, qui ci sono molti più imprenditori, talvolta prestati da altri settori ed esperienze, che non hanno alcun interesse a “sporcarsi le mani” stando dietro al bancone. E per la cronaca, i numeri dimostrano che quest’ultima è la versione più efficace di come aprire un bar in qualsiasi angolo del mondo..!

Fare l’imprenditore significa impostare l’azienda dalla A alla Z e svilupparla nel tempo, mentre i collaboratori dipendenti, guidati da un Bar Manger che farà da tramite con il titolare, gestiscono il servizio alla clientela.

Sia quella dell’Imprenditore che del Bar Manager sono delle professioni che si imparano da zero, per cui se la tua intenzione è di evolverti in una di queste direzioni, hai due possibilità:

  1. Seguire un corso da Bar Manager come quello offerto da MIXOLOGY Academy;
  2. Iniziare il tuo cammino per diventare libero professionista e quindi Imprenditore con Barman PR, per inciso l’unico percorso che ti insegna come trovare i fondi e i clienti indispensabili per aprire un locale di successo (partendo da ZERO).

Ovviamente, se ti vuoi aprire un locale non è detto che tu debba farlo a Zanzibar, ma se la tua intenzione è lasciare l’Italia per trasferirti in un posto da sogno come questo, allora un’opzione molto più semplice è senza dubbio quella di fare un upgrade come Bar Manager prima di candidarti per lavorare in uno dei tanti hotel e locali di queste isole!

BUROCRAZIA

Ma veniamo ai documenti che ti servono per entrare e lavorare a Zanzibar.

La cosa migliore da fare sarebbe trovare un’opportunità a distanza, magari attraverso qualche annuncio trovato sul web oppure su Bartender JOB, perché è il datore di lavoro che deve occuparsi del tuo permesso e di metterti in regola una volta che ti ha assunto.

Ma potresti anche decidere di fare tutto sul posto e, a quel punto, ti basterebbe fare un visto turistico valido per 3 mesi, per poi andare a parlare direttamente con i proprietari dei locali e venderti come si deve – e saprai farlo se hai ben chiaro che cos’è il Personal Branding di cui parlo anche nel mio corso gratuito su come trovare lavoro.

Secondo la mia amica Clarice la prassi a Zanzibar è quella di fare una collaborazione iniziale di 3 mesi come “test” per conoscersi l’un l’altro (datore di lavoro e lavoratore) sfruttando il periodo del visto turistico, per poi passare ad un contratto vero e proprio di almeno due anni. Ovviamente, i 3 mesi di test non sarebbero regolamentati da nessun contratto: chiaro il concetto?

Un’altra cosa fondamentale di cui hai bisogno e che ci tengo a ripetere, è la conoscenza della lingua inglese, ma la buona notizia è che non servono altre lingue straniere per poter lavorare a Zanzibar, per quanto male non facciano! 🙂

Quindi mi raccomando: prima di partire studia ALMENO un po’ di inglese o ripassalo, se già lo sai decentemente. Babbel e Shake your English sono a mio avviso gli strumenti più efficaci e soprattutto veloci per migliorare l’inglese e per imparare quello che ti serve per lavorare come bartender, ma ti prego:

EVITA DI ANDARE ALLO SBARAGLIO SENZA UNA CONOSCENZA ALMENO SUFFICIENTE DELLA LINGUA!

Una volta fatto questo, prepara anche un curriculum come si deve dopo aver (ri)guardato il nostro master gratuito dedicato e chiunque avrà il tuo CV tra le mani vorrà assolutamente conoscerti – e magari assumerti – per capire se potrai essere il suo prossimo bar manager!

COSA E’ CAMBIATO CON IL COVID?

Anche per quel che riguarda la situazione Covid ho buone notizie e certe, visto che arrivano direttamente da là.

Per entrare a Zanzibar basta un risultato negativo al test PCR (il celeberrimo tampone molecolare) e dovrai compilare un modulo 24h prima di entrare in Tanzania, che ti ricordo essere lo Stato in cui si trova Zanzibar.

Una volta arrivato, poi, non avrai nessun tipo di problema: potrai fare una vita assolutamente normale!

Infatti a Zanzibar non c’è nessun tipo di restrizione: nessun coprifuoco, nessun obbligo di mascherina e i locali lavorano. In pratica sarà come tornare al 2019!

Certo, il turismo è un po’ rallentato, ma piano piano sta riprendendo e per l’alta stagione (quella tra Dicembre e Gennaio) i locali sono sicuri di tornare ai numeri degli anni passati.

Prima di salutarti voglio farti vedere quello che finora hai solo immaginato dalle parole e dalle foto.

Ecco qui Zanzibar, quella che, se avrai un po’ di coraggio, potresti presto chiamare casa…

E se non ti ho convinto o pensi che Zanzibar non sia il paese giusto per la tua prossima avventura all’estero, puoi sempre sceglierne un altro dalla lista della nostra Guida dedicata ai bartender.

Crescere a aiutare gli altri a crescere, sempre.

Ilias Contreas

Cofondatore di MIXOLOGY Academy

PS. Se pensi che Zanzibar non sia il posto più adatto a te in questo momento, allora dai un’occhiata agli altri paesi presenti nella nostra Guida Interattiva sul Lavoro per Barman all’estero


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